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Sicilia - Chiese e luoghi di culto

TROINA (Enna)  Chiese e luoghi di culto DV LUX SOCIETà COOPERATIVA

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TROINA (Enna)

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Chiese e luoghi di culto

DV LUX SOCIETà COOPERATIVA

La Chiesa di San Sebastiano, a Troina, in provincia di Enna, come la maggior parte di chiese in Italia, era ammalorata dall'umidità di risalita capillare. Per decenni, l'acqua risaliva dai capillari murari causando lo scrostamento delle pitture, le macchie di umido nei muri e il cattivo odore classico della muffa. Durante il progetto di restauro totale della chiesa è stato necessario trovare una soluzione definitiva all'umidità nei muri, tra le varie soluzioni in commercio (barriere chimiche, intonaci deumidificanti etc...) la direzione lavori ha ritenuto più idonea la tecnologia KontrolDRY che, oltre a non necessitare di interventi murari è definitiva e garantita. KontrolDRY ha cominciato il suo lavoro per deumidificare anche questa splendida chiesa!

CAMPOREALE (Palermo)  Chiese e luoghi di culto PARROCCHIA SANT’ANTONIO DA PADOVA

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CAMPOREALE (Palermo)

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PARROCCHIA SANT’ANTONIO DA PADOVA

In occasione dell'intervento di ristrutturazione e risanamento della Parrocchia Sant’Antonio da Padova a Camporeale (nella provincia di Palermo) a cura del Comune di Monreale si sono riscontrati numerosi ed evidenti problemi di umidità di risalita. Per eliminare definitivamente l'umidità dalle pareti sono stati installati due dispositivi contro l'umidità di risalita KontrolDRY garantendo all'edificio un risanamento completo e definitivo.

AGRIGENTO  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SAN GIROLAMO

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CHIESA DI SAN GIROLAMO

Risale ad un’epoca compresa tra la seconda metà del 1500 e il primo decennio del secolo successivo quando fu costruita per diventare sede della confraternita di Santa Maria del Monte e di San Girolamo. È ad una sola navata e conserva un bel portale sovrastato da uno stemma. Nella facciata è inoltre presente un rosone molto semplice, ma assai caratteristico. La destinazione ad oratorio e a sede della confraternita risalta dalle dimensioni ridotte e da altri elementi quali la cantoria, le decorazioni interne in stucchi. Sono in stucco ad esempio lesene e cornicioni, in particolare le barocchette cornici a festoni delle finestre. Tra gli altri elementi ornativi nella navata troviamo tre finestre finte. Si tratta di esempi di arte decorativa del tempo assai interessanti. All’interno alcune opere d’arte: una statua lignea della Madonna del Pane, una tela con un dipinto dedicato a San Girolamo, una statua del Sacro Cuore, una icona bizantineggiante rappresentante “La Madonna della lettera“, un Crocifisso settecentesco, una statua di San Michele Arcangelo.

PALERMO  Chiese e luoghi di culto PARROCCHIA SACRA FAMIGLIA

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PALERMO

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PARROCCHIA SACRA FAMIGLIA

La parrocchia si situa vicino la Stazione Centrale, in via Gaspare Mignosi dal 1981. Questa chiesa è di recente costruzione, ma la parrocchia ha avuto origine nel 1929 con il nome di Santissimo Sacramento ed era situata in via Lincoln. Nel 1981 la parrocchia ha modificato il suo nome e si è trasferita nell’attuale luogo, ma si tratta di un’unica storia. La parrocchia è abbastanza grande, secondo le cifre ci sono quasi 6.000 persone, ma in realtà sono di più perché tanti, che abitano al confine con il territorio della parrocchia limitrofa Maria Santissima del Carmelo Decollati, per non attraversare Corso dei Mille vengono da noi. Quindi ci sono 8-9.000 persone. La parrocchia Sacra Famiglia spesso è confusa con un’altra che si chiama Gesù, Maria e Giuseppe e si trova in via Sacra Famiglia.

LEONFORTE (Enna)  Chiese e luoghi di culto PARROCCHIA MARIA SS. ANNUNZIATA

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LEONFORTE (Enna)

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PARROCCHIA MARIA SS. ANNUNZIATA

Per circa due secoli fu un importantissimo e ambito presidio pastorale. Una tradizione locale, legata al giuspatronato delle nobili famiglie locali (Carella, Bonsignore), imponeva che il Parroco dell'Annunziata, scelto tra i membri più eletti del clero diocesano, diventasse Arciprete della Chiesa Madre. Grandi figure di sacerdoti ressero la Parrocchia: tra essi ricordiamo Don Luigi Castro, Don Angelo Rachena, Mons. Leopoldo Pontorno, Don Benintende, Don Angelo Signorelli. Oggi la Parrocchia, guidata con amore e autentico spirito pastorale dal giovane ed intraprendente Don Filippo Rubulotta, conosce una nuova primavera in termini di presenza giovanile, attività sociali e culturali, anche in seguito all'acquisto di un grande fabbricato attiguo alla Chiesa, un tempo appartenente al Cinema Roma, e ora trasformato in Oratorio, Chiesa e sale per catechismo. L'interno della Chiesa, a navata unica con abside, sebbene risenta del discutibile intervento di restauro voluto da Don Angelo Signorelli negli anni '60, ci appare lineare, polito, armonico ed essenziale. A metà tra barocco e neoclassico, la Chiesa conserva un artistico Crocifisso del '700, un delizioso gruppo scultoreo della fine dell'800 raffigurante l'Arcangelo Gabriele che reca l'annunzio della nascita di Gesù alla Vergine Maria, e una statua della Maddalena, di fattura popolare, che viene portata in processione la Domenica di Pasqua.

AGRIGENTO  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SAN GIUSEPPE

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CHIESA DI SAN GIUSEPPE

In quasi tre secoli la Chiesa di San Giuseppe ha subito non pochi rifacimenti e anche per questo alcune sue parti si presentano incomplete. La facciata ad esempio appare incompiuta nella parte più elevata e allo stato rustico si trovano le torri campanarie. È una delle poche chiese agrigentine che non hanno l’ingresso a livello del marciapiede. Si arriva infatti al portale d’ingresso attraverso due scalinate laterali. All’interno la Chiesa è ad unica navata e nel tempo è stata arricchita di diverse opere d’arte anche se di modesto pregio. Segnaliamo in particolare: un gruppo scultoreo con don Bosco e fanciulli (proveniente dall’ex istituto gioenino, che per un certo tempo ha ospitato i Salesiani), una statua con Maria Vergine (detta la Madonna della Vittoria) e Gesù Bambino, una statua di Santa Lucia, una statua di San Filippo Neri e naturalmente una statua lignea di San Giuseppe e un Crocifisso del secolo XVIII, una statua di Santa Rita da Cascia. Si tratta di opere realizzate tra il XVIII e il XIX secolo. Il soffitto della Chiesa è stato dipinto da Raffaele Gurrieri con scene della vita di San Giuseppe, in particolare si nota al centro una “gloria di San Giuseppe” e agli estremi due scene di vita della Sacra Famiglia. Un’altra tela, a sinistra dell’altare maggiore, si ispira agli ultimi momenti di vita di San Giuseppe.

PIANA DEGLI ALBANESI (Palermo)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SAN VITO MARTIRE

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PIANA DEGLI ALBANESI (Palermo)

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CHIESA DI SAN VITO MARTIRE

La chiesa fu costruita ai primi del 1500 dai profughi albanesi e ceduta poi ai fedeli di rito latino il 18 novembre 1596. L’edificio, ricco di marmi mischi policromi, è un autentico trionfo dell’architettura e dell’arte tardo barocca siciliana. Nell’interno, a tre navate, sono custodite preziose opere scultoree, quali le statue marmoree di San Pietro e San Paolo, la statua dell’Immacolata e quella di San Vito, entrambi in pietra calcarea, stuccata ed intarsiata d’oro, ed un preziosissimo fonte battesimale insieme a numerosi pregevoli arredi.

PALERMO  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SANTA MARIA DELL’AMMIRAGLIO DETTA LA MARTORANA

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CHIESA DI SANTA MARIA DELL’AMMIRAGLIO DETTA LA MARTORANA

La Chiesa di S. Maria dell'Ammiraglio o San Nicolò dei Greci, più comunemente nota come Chiesa della Martorana, si affaccia sulla prestigiosa Piazza Bellini di Palermo. La chiesa fa parte dell'Eparchia di Piana degli Albanesi, diocesi di rito greco-bizantino della Chiesa Bizantina in Sicilia. Fra le più affascinanti chiese bizantine del Medioevo in Italia, è testimonianza della cultura religiosa e artistica ortodossa presente ancora oggi in Italia, ulteriormente apportata dagli esuli albanesi rifugiatosi in Sicilia sotto l'incalzare delle persecuzioni turche nei Balcani. La comunità appartiene oggi alla Chiesa Cattolica, ma segue il rito e le tradizioni spirituali che la accomunano in gran parte alla Chiesa Orientale ortodossa. Quest'ultimo influsso ha lasciato notevoli tracce nella pittura delle icone, nel rito religioso, nella lingua, nei costumi tradizionali proprie di alcune colonie albanesi nella provincia di Palermo. La chiesa si contraddistingue per la molteplicità di stili che s'incontrano, in quanto, con il susseguirsi dei secoli, fu arricchita da vari altri gusti artistici, architettonici e culturali. Oggi si presenta, infatti, come chiesa-monumento storico, frutto delle molteplici trasformazioni.

TERMINI IMERESE (Palermo)  Chiese e luoghi di culto CHIESA MARIA SS. DELLA CONSOLAZIONE

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TERMINI IMERESE (Palermo)

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CHIESA MARIA SS. DELLA CONSOLAZIONE

La chiesa nasce nella metà del 1500, con esattezza nell’anno 1553. Infatti la prima chiesetta era diventata la casa del farmacista che aveva fatto dipingere da un certo Costantino Boccaccio la miracolosa immagine di Maria sul muro della sua casa. Negli anni a venire il culto e la popolarità dell’immagine cresceva a dismisura che chiamando grandissime numerose ali di folla, si ritenne necessario di costruire una nuova chiesa, la quale si iniziò la sua costruzione nell’anno 1556. Anche questa fu ritenuta piccola per il concorso dei fedeli e nell’anno 1647 si iniziò la costruzione del magnifico tempio che fu quello che giunse ai giorni nostri. L’impianto a tre navate, con ampio transetto e largo presbiterio, si aprivano sotto lo sguardo della amatissima Madonna della Consolazione ricreandone l’aspetto a pianta basilicale. La chiesa infine fu abbellita dagli stuccatori della scuola del Serpotta, i quali hanno dato alla chiesa un gusto fermamente di tipo barocco.

TRAPANI  Chiese e luoghi di culto BASILICA SANTUARIO MARIA SS. ANNUNZIATA

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TRAPANI

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BASILICA SANTUARIO MARIA SS. ANNUNZIATA

Il Santuario dell’Annunziata era inizialmente una piccola cappella, costruita nella metà del 1200. Più tardi vi fu costruita intorno una chiesa più grande che l’ha inglobata. La facciata è rimasta quella del 1300 mentre l’interno è stato rifatto in un elegante e ricco stile settecentesco. Anche il campanile è del XVIII secolo. L’interno ha una sola navata. In una bella cappella barocca è conservata la statua d’argento del patrono della città, Sant’Alberto. Nella chiesa si trovano anche due cappelle del 1500 dedicate rispettivamente ai Pescatori e ai Marinai. Nell'altare maggiore, adornato di marmi mischi, è la statua della Vergine col Bambino: la Madonna di Trapani, venerata dai Trapanesi. Opera di Nino Pisano, sec. XIV , è un vero e inimitabile capolavoro di scultura, per l'armonioso equilibrio delle forme, e per l'intima dolcezza dello sguardo. Nella Cappella della Madonna sono inoltre da notare lo splendido pavimento in marmi policromi, l'antico organo che sovrasta l'ambiente (funzionante ancora oggi), i piccoli portali inseriti nelle pareti della Cappella, le pareti in marmo policromo intarsiato, l'arco di Antonello Gagini e il cancello in bronzo di Giuliano Musarra. Davanti alla Basilica si apre un grande giardino, con numerose piante e fontane, ora villa comunale, che costituiva l'antico ingresso alla Chiesa.

BURGIO (Agrigento)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SAN LUCA

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BURGIO (Agrigento)

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CHIESA DI SAN LUCA

Da atti scritti della compagnia di San Luca, è molto probabile che la Chiesa di San Luca fosse esistente già dal 1306. Subì diversi e radicali restauri nel secoli successivi e, in particolare, nel 1617 come recita la data scolpita nella porta maggiore. La facciata esterna è molto semplice se non fosse da un portale in pietra intagliata, architravato. Al suo interno, ad unica navata, è presente una cappella dedicata a Maria SS. del Rosario del 1563. Vicino all'altare maggiore è custodita la statua lignea di San Luca che fu probabilmente realizzata da artisti di Chiusa Sclafani nel XVI secolo. La bara di San Luca, invece, in legno dorato, è opera del calabrese Lorenzo Seminara. Dello stesso periodo è l'Annunciazione realizzata, con ogni probabilità, da Silvio Lo Cascio, artista locale che ebbe contatti significativi con la bottega del Gagini a Palermo. Il pavimento è realizzato con mattonelle maiolicate di antica fattura burgitana.

BURGIO (Agrigento)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SAN LUCA

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BURGIO (Agrigento)

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CHIESA DI SAN LUCA

La Chiesa di S. Luca fu costruita nel 1306. Subì diversi e radicali restauri nel 1617. La facciata esterna è molto semplice, arricchita da un portale in pietra intagliata, architravato. Al suo interno, ad unica navata, è presente una cappella dedicata a M. SS. del Rosario del 1563. Vicino all'altare maggiore è custodita la statua lignea di S. Luca, realizzata da artisti di Chiusa Sclafani nel XVI secolo. La bara di S. Luca in legno dorato, è opera del calabrese Lorenzo Seminara. Dello stesso periodo è l'Annunciazione realizzata da Silvio Lo Cascio, artista locale che ebbe contatti con la bottega del Gagini a Palermo. Il pavimento è realizzato con mattonelle maiolicate di antica fattura burgitana.

MISILMERI (Palermo)  Chiese e luoghi di culto PARROCCHIA SAN GIOVANNI BATTISTA

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MISILMERI (Palermo)

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PARROCCHIA SAN GIOVANNI BATTISTA

Nel 1553, per volere del barone di Misilmeri, Don Vincenzo Del Bosco, iniziarono i lavori della nuova chiesa madre che durarono fino al 1584. Attorno alla Madrice gravita gran parte della storia di Misilmeri. Il suo Archivio Parrocchiale conserva interi tutti i registri di battesimo, matrimoni e morti dal 1625 fino ad oggi. Intitolata a San Giovanni Battista, fu restaurata in varie fasi. Oggi è il monumento per eccellenza di Misilmeri. La sua ampia scalinata e il frontone principale con rosone a raggiera, voluti dal sindaco Pietro Scozzari alla fine del secolo scorso, conferiscono rigore e sontuosità alla piazza principale. Nel 1951, nel rifare tutta la pavimentazione di marmo, si scoprì sotto la Cappella di San Giuseppe un sotterraneo con una scala d'accesso nel centro della navata. Era la sepoltura dei sacerdoti, come dice una lapide scritta in latino, fatta sistemare dal sacerdote Don Gaetano Bonanno nel 1776. La Madrice è ricca di preziosi ed artistici quadri e statue. Una pregiata pala d'altare raffigurante l'Immacolata e un dipinto su ardesia ritraente la Via Crucis, entrambi realizzati da Vito D'Anna (1720-1769) rispettivamente nel 1768 e nel 1767. Una pregevole urna d'argento contenente reliquie di San Giusto, attribuibile a Pietro Novelli (1603-1647) e diverse statue in legno del diciottesimo secolo tra le quali spicca, per l'ottima fattura, l'Immacolata di Pietro Marabitti (1734).

AGRIGENTO  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SANTA MARIA DEL SOCCORSO O BADIOLA

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CHIESA DI SANTA MARIA DEL SOCCORSO O BADIOLA

AGRIGENTO  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SANT’ALFONSO O ITRIA

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CHIESA DI SANT’ALFONSO O ITRIA

MUSSOMELI (Caltanissetta)  Chiese e luoghi di culto SANTUARIO DELLA MADONNA DEI MIRACOLI

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MUSSOMELI (Caltanissetta)

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SANTUARIO DELLA MADONNA DEI MIRACOLI

Il Santuario della Madonna dei Miracoli, un tempo era una chiesa a Mussomeli dedicata San Domenico, è legato ad una leggenda, così come racconta un antico manoscritto del convento di San Domenico, nel quale si narra che l’8 settembre del 1530, un povero paralitico che procedeva a dorso di un mulo si fermò all’ombra di un albero per riposare. Nel risvegliarsi, l’uomo rendendosi conto di poter camminare, gridò al miracolo. La gente accorsa trovò tra i rovi l’immagine della Madonna col Bambino, da allora la chiesa prese il nome di “Madonna dei Miracoli”. La costruzione in stile barocco, risale alla metà del settecento ed è opera dei padri domenicani. Al suo interno ospita una Madonna con bambino, dipinta su pietra e restaurata nel 700 dal pittore Domenico Provenzani ,di Palma di Montechiaro. che ancora oggi accoglie i fedeli nella cripta del santuario, Sempre di Provenzani si ammirano un grande affresco sulla volta, datata 1792, due pale d’altare e, in sagrestia, il ritratto del domenicano padre Biondolillo. Nel santuario si conservano alcune statue in legno, opere ottocentesche del maestro Francesco Biangardi, una Madonna dei Miracoli sull’altare maggiore, e una Madonna del Rosario in sagrestia.

PALERMO  Chiese e luoghi di culto CAPPELLA SAN GIUSEPPE - ISTITUTO CEI

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CAPPELLA SAN GIUSEPPE - ISTITUTO CEI

Consacrata nel 1923, contiene al suo interno tre altari di stile barocco, di pregevoli marmi ad intarsio, forse provenienti dalla Chiesa di Santa Maria della Grotta costruita nel 1612 e rinomata per il suo impianto di marmi mischi. Testimonia oggi, ancora una volta, un pezzo di storia di Palermo, che incrocia le vicissitudini dell’Ordine gesuita. Oltre al suo valore artistico, va evidenziata l’affascinante contraddizione della chiesa edificata nei primi del ‘900 ma decorata con imponenti altari del ’600.

ERICE (Trapani)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SAN MARTINO

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ERICE (Trapani)

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CHIESA DI SAN MARTINO

È una delle più eleganti di Erice. Fu fondata dal Conte Ruggiero nel ‘300 in stile gotico. Alla fine del 1600 venne però demolita e ricostruita. La pianta a croce latina è divisa in tre navate da colonne. Il transetto è sovrastato da cupola a sesto rialzato. Molto bello il portale barocco. Tante le opere conservate all’interno: un coro ligneo del 1761 nella cappella maggiore creato dallo stesso autore del pulpito, una Madonna della Luce nel transetto sinistro, un crocifisso ligneo del ‘600, vari affreschi e diverse tele di pregio tra cui Santa Cecilia con Angeli e Santi e la Madonna delle Grazie della fine del ‘500. La pavimentazione in parte formata da lastre tombali risalenti al XVII e XVIII secolo ed, in parte, impreziosita da mattonelle che riproducono un originario disegno del 1700. Nel prospetto laterale della chiesa si trova una delle edicole votive più antiche della città.

SAN CATALDO (Caltanissetta)  Chiese e luoghi di culto CHIESA ANIME SANTE DEL PURGATORIO

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SAN CATALDO (Caltanissetta)

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CHIESA ANIME SANTE DEL PURGATORIO

Fonti bibliografiche riportano che la chiesa del Purgatorio occupa il sito dell’antica chiesa del Crocifisso, la prima chiesa curata del paese costruita nei pressi della chiesetta di S.Nicolò. Originariamente nota come chiesa del SS. Crocifisso, per l’omonima confraternita annessa (Arcarese, p.90), in occasione della visita pastorale del 1677 è già nominata del Purgatorio. Il prospetto principale, concluso da una cella campanaria con tre aperture (quelle laterali rettangolari e la centrale ad arco a tutto sesto), ha un portale ad arco a tutto sesto di conci squadrati. Le pareti dell’aula sono scandite da paraste corinzie trabeate, che inquadrano cinque partiti con arcate cieche a tutto sesto nel secondo e quarto partito. La volta a botte dell’aula, scandita da fasce trasversali in asse con le paraste, è decorata da specchiature a motivi fitomorfi. La nicchia del presbiterio, con catino a conchiglia, è inquadrata da lesene concluse da un timpano, sovrastato da una finestra circolare. Le pareti dell’attigua sagrestia sono connotate da un doppio ordine di sepolture a nicchia semicircolare con catino, utilizzate fino al 1850. Una scala, coperta da una lastra di vetro collocata nel pavimento dell’aula, consente l’accesso alla cripta articolata in due ambienti: l’ossario e un locale con sedili di pietra per l’essiccamento dei cadaveri.

CORLEONE (Palermo)  Chiese e luoghi di culto CHIESA MADRE SAN MARTINO VESCOVO

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CHIESA MADRE SAN MARTINO VESCOVO

Risale al XIII secolo, ricostruita nel 1382, ampliata nel secolo successivo e decorata nel Settecento. Agli altari del transetto si ammira la tela di Frà Felice da Sambuca raffigurante S. Leoluca e S. Bernardo (XVIII secolo), e, tra i vari tesori qui custoditi la Santa Rosalia attribuita a Pietro Novelli, San Giovanni Evangelista scrive l’Apocalisse di Girolamo Rizzardi (1600); e la tela raffigurante San Domenico in Soriano, firmata da Girolamo Paladino nel 1624. Tra le sculture la secentesca statua lignea di San Sebastiano, il San Filippo d’Agira, cinquecentesco, in legno dorato, e il bel gruppo scultoreo monumentale in legno intagliato e dorato della Madonna dell’Itria, opera attribuita al Ferraro e al Buttafuoco tra il 1599 e il 1600. La sacrestia ospita una piccola pinacoteca che fa parte del circuito del Museo Diffuso di arti figurative dell’Alto Belice Corleonese, e che consta di nove tele a tema religioso. Sono opere datate tra il Cinquecento e il Settecento, alcune delle quali provenienti da altre chiese, come la Sacra Famiglia con i santi Elisabetta, Zaccaria e Giovannino (Girolamo Paladino, XVI secolo) già nella Chiesa della Madonna delle Grazie; l’Adorazione dei Magi e La Presentazione di Gesù al Tempio (ignoti, XVII secolo) dalla Chiesa di San Pietro; o come l’Orazione nell’orto - Negazione di San Pietro, opera settecentesca di ignoto proveniente dal SS. Salvatore.

TRAPANI  Chiese e luoghi di culto CHIESA DEL COLLEGIO DEI GESUITI - SAGRESTIA

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CHIESA DEL COLLEGIO DEI GESUITI - SAGRESTIA

Recuperata alla pubblica fruizione la Sagrestia della Chiesa del Collegio dei Gesuiti a Trapani, in Corso Vittorio Emanuele, accanto all’attuale Liceo Classico “Leonardo Ximenes”; a farsene promotrice la Fondazione della Banca Sicula, presieduta dall’ing. Giacomo d’Alì Staiti, sulla base del progetto di restauro elaborato dall’architetto Luigi Biondo, giovane funzionario della locale Soprintendenza dei Beni Culturali e valoroso professionista di sorprendente preparazione e straordinario talento. L’armadio ligneo in noce e palissandro, che risale alla seconda metà dei Seicento, è stato restituito all’antico splendore, mediante un accurato lavoro eseguito da Antonella Pancaldo, Alba Paolini, Roberto Tartamella, Giuseppe Virzì e Carmelo Vitale. Il catalogo “Le parole del legno”, edito per l’occasione da Kalós, è stato curato da Luigi Biondo, Eleonora Romano, Daniele Scandariato e Renato Alongi; le fotografie sono state riprese da Michele Fundarò.

SIRACUSA  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SANTA LUCIA ALLA BADIA

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CHIESA DI SANTA LUCIA ALLA BADIA

Sulla piazza del Duomo si affaccia la capricciosa facciata della chiesa di Santa Lucia alla Badia, barocca con elementi rococò, percorsa da un lungo balcone rinchiuso da alte ringhiere in ferro battuto, dietro le quali le monache del convento di clausura a cui appartenne l'edificio potevano osservare le cerimonie della piazza. Il luminoso interno della chiesetta, a una sola navata, è spoglio e decorato da statue moderne di produzione industriale e da tele di modesto interesse, con la notevolissima eccezione del capolavoro che è stato collocato di recente sull'altare maggiore: un quadro di Michelangelo da Caravaggio (vedi oltre). Di qualche interesse i due crocefissi dipinti su legno ai lati del presbiterio, l'uno tardo-bizantino (sec. XIII) e l'altro gotico (sec. XV). Merita una rapida occhiata anche la spoglia ma elegante saletta circolare del Parlatorio delle monache, in stile neoclassico, a cui si accede da una porta sulla sinistra dell'ingresso alla chiesa. Presenta un bel pavimento (in parte settecentesco) in maiolica dipinta a mano. Nella circonferenza del muro si aprono le grate, dietro le quali le monache, autentiche recluse a vita, potevano conversare coi parenti in visita.

SIRACUSA  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SANTA LUCIA AL SEPOLCRO

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CHIESA DI SANTA LUCIA AL SEPOLCRO

La Basilica di Santa Lucia al Sepolcro sorge sul luogo in cui la Santa fu martirizzata nell'anno 304. La pianta odierna rispecchia quindi, con ogni evidenza l'antica: la grande navata centrale, fiancheggiata dalle due minori, lo svolgimento triabsidato, rientrano nelle forme tipiche dell' architettura normanna. Il più evidente richiamo alla fabbrica normanna proviene dal portale la cui struttura è rimasta immutata. Esso è costituito da un grande arco a pieno centro inscritto in un timpano ribassato. Agli inizi del XIV sec. su iniziativa di Filippo II d'Aragona, il complesso conventuale di Santa Lucia venne interessato da un ulteriore intervento di restauro, che si svolse sul piano precedente senza variazioni significative. Il rimaneggiamento trecentesco lasciò inalterate le linee del prospetto della chiesa, pur introducendo, o rifacendo il rosone centrale, realizzando la torre campanaria, che era originariamente a due piani, e il tetto a capriate lignee venuto alla luce solo nel 1939, dato che fino a quel momento era stato completamente ricoperto da volte a botte. Nel 1618, all'arrivo in città dei Padri Francescani riformati, si presentò al Senato l'occasione di disporre in maniera definitiva di una comunità che si occupasse del sepolcro e che abitasse il convento ormai in disuso. Nuovi interventi di restauro dovettero interessarlo insieme alla chiesa, e allo stesso tempo si intraprese la costruzione del tempietto ottagonale.

SANT'AGATA LI BATTIATI (Catania)  Chiese e luoghi di culto CHIESA MADRE MARIA SS. ANNUNZIATA

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SANT'AGATA LI BATTIATI (Catania)

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CHIESA MADRE MARIA SS. ANNUNZIATA

Il più importante luogo di culto del comune di Sant’Agata li Battiati (CT) è la chiesa di Maria Santissima Annunziata. Il luogo sacro fu edificato nella seconda metà del XVII secolo grazie all’impegno economico dei fedeli e dopo essere stato ultimato, nel 1683, assunse il titolo “dell’Annunziata” dalla limitrofa cappella, costruita nel 1564 e oggi sede della statua del patrono San Lorenzo. Il nascente tempio divenne da subito chiesa madre, in sostituzione della precedente e meno capiente matrice dedicata a Sant’Agata. Nel 1693 però la devastante eruzione dell’Etna distrusse completamente la struttura, che fu prontamente riedificata per come dimostrato dalle caratteristiche architettoniche di chiara origine settecentesca. Il nuovo edificio fu ultimato solo nel 1868, per come testimoniato dalla data che compare sull’arco trionfale, con la realizzazione della decorazione interna. L’elemento esterno di maggiore interesse è la torre campanaria, che agli inizi del XX secolo è stata prolungata per ospitare l’orologio. Internamente si segnalano alcuni elementi decorativi di grande prestigio e valore: la tela dell’Annunciazione, realizzata nel 1683, un busto in marmo di Sant’Agata risalente al XVII secolo di autore sconosciuto, e un Cristo in legno del Di Giovanni del 1950.

SIRACUSA  Chiese e luoghi di culto SEPOLCRO DI SANTA LUCIA

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SEPOLCRO DI SANTA LUCIA

Per collocare le spoglie di S. Lucia in un luogo degno della sua santità, si avviarono i lavori del tempietto ottagonale seminterrato, di cui fu incaricato l'architetto Giovanni Vermexio. La fabbrica fu interrotta quando sembrò che l'edificio potesse rappresentare la sede di postazioni di artiglieria, in caso di assedio. Seguirono prescrizioni precise che determinarono la riduzione dell'opera e l'attuale assetto del tempio. Esso presenta un ritmo di contropilastri coronati da capitelli corinzi arricchiti da esuberante decorazione a conchiglie e mascheroni, interrotto da superfici piane che accolgono in modo alterno il corpo delle nicchie e lo slancio dei vani d'ingresso. Il coronamento è rappresentato dalla cuboletta prescritta militari manu. L'interno, ricoperto a cupola, presenta un unico altare in corrispondenza del loculo sepolcrale, ed accoglie la statua di Santa Lucia giacente, scolpita da Gregorio Tedeschi (1634). Anche questa statua durante l'assedio spagnolo della città nel 1734-35, secondo una pia leggenda tradizionale, avrebbe avuto una sudorazione miracolosa, quasi visibile segno che la Santa Patrona dolorasse dell'imminente travaglio della diletta sua patria. Le macchie di ruggine visibili sulla statua vengono indicate oggi come il resto visibile di tale fenomeno. Nel dopoguerra venne installato, sopra il fonte battesimale, il bassorilievo di S. Giovanni battista scolpito da Salvo Monica.

SANTA MARINA SALINA - ISOLE EOLIE (Messina)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SANTA MARINA AL PORTO

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SANTA MARINA SALINA - ISOLE EOLIE (Messina)

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CHIESA DI SANTA MARINA AL PORTO

Sul porto si può visitare la chiesa della patrona omonima, la cui ricorrenza si festeggia il 16 luglio. All'interno si può leggere: D.O.M. ANNO DOMINI: 1725. In realtà le origini della chiesa sono più antiche, come molto antico è il culto di S. Marina. Tale culto venne fatto rivivere dai coloni che giunsero a S. Marina e Lingua tra il XII e XIII sec. Se gli abitanti di Lingua ebbero lo stesso patrono di Lipari, S. Bartolomeo (la cui chiesa risale al '700), gli abitanti di S. Marina si posero sotto la tutela di questa santa che non si differenzia affatto dalle sue numerose omonime, il cui culto venne portato in Italia dai veneziani. Coloni che portarono dalla penisola greca di Monembasia, ritenuta LA cantina del Mediterraneo, il vitigno che poi diede origine alla famosa Malvasia di Salina. Tornando al sacro edificio, probabilmente venne edificata in precedenza una cappella nell'entroterra, ma la chiesa vera e propria venne costruita nel 1622, per poi essere ingrandita proprio nel 1725.

PALERMO  Chiese e luoghi di culto CHIESA DEL GESù DI CASA PROFESSA - CAPPELLA DI SANT' ANNA

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CHIESA DEL GESù DI CASA PROFESSA - CAPPELLA DI SANT' ANNA

I Gesuiti che giunsero a Palermo nel 1549, iniziarono nel tardo Cinquecento la costruzione della chiesa annessa alla casa madre (Casa Professa), una delle più spettacolari chiese barocche della Sicilia. In seguito alla costruzione vennero apportate delle modifiche, come l’aggiunta della cupola e delle cappelle. Sopra il portale, posta in una nicchia, è presente una scultura che rappresenta la Madonna della Grotta. La facciata è poi caratterizzata da semicolonne e dalle modanature di pietra colorata. All’interno la Chiesa presenta diversi elementi dell’interpretazione siciliana del barocco, come le decorazioni policrome di diversi materiali che arricchiscono tutti gli spazi. Caratteristica è la decorazione a mischio, cioè a tarsie marmoree pregiate, composte a motivi floreali o figurati. La parte più spettacolare dell’edificio è la tribuna dell’abside, ornata dall’Adorazione dei Pastori (1710-1714) e dall’Adorazione dei Magi (1719-1721), bassorilievi marmorei posti sulla tribuna ad opera di Gioacchino Vitagliano su modelli di Giacomo Serpotta. Di particolare rilievo è l’organo. Costruito nel 1954 dalla ditta Tamburini di Crema, è uno splendido strumento da concerto a quattro tastiere e pedaliera a raggiera. Le oltre 4.000 canne ne impongono il rilievo nell’ambito degli strumenti da concerto nel panorama cittadino e italiano.

MONREALE (Palermo)  Chiese e luoghi di culto CHIESA MARIA SS. DEGLI AGONIZZANTI

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MONREALE (Palermo)

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CHIESA MARIA SS. DEGLI AGONIZZANTI

Lungo l’ala occidentale del complesso del Duomo di Monreale sorge, accostata al muro esterno di cinta del primo impianto urbano, la barocca chiesa degli Agonizzanti, che ingloba una delle torri del sistema difensivo originario normanno. Il muro perimetrale sulla piazza, si è scoperto durante i recenti lavori, presenta partiture medievali nella parete interna della chiesa. Il riconoscimento nella torre delle varie stratificazioni storiche è affidato al medesimo linguaggio proposto nell’intervento di risanamento del complesso con l’inserimento del grigliato ligneo, per le integrazioni strutturali e all’utilizzo delle malte differenti, per il riconoscimento visivo delle interconnessioni tra le varie parti non coeve. Nella chiesa barocca inserita nell’impianto normanno, si è messo in luce e mantenuto a vista il fronte della parete preesistente alla costruzione della cappella e il suo piano di posa originario. L’apparato decorativo in stucco di scuola serpottiana, che adorna le pareti interne, è stato oggetto di restauro conservativo. Il rifacimento della copertura è stato l’occasione per la riproposizione della volta, non più esistente all’epoca del restauro, mediante l’astrazione cromatico-formale con l’accostamento di sezioni di elementi lignei in modo da suggerire la spazialità della volta e dei suoi elementi formali e strutturali.

TRAPANI  Chiese e luoghi di culto CHIESETTA RURALE MADONNA DELL’IMMACOLATA

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CHIESETTA RURALE MADONNA DELL’IMMACOLATA

Chiesetta rurale dedicata alla Madonna dell'Immacolata, posta accanto al Baglio, le cui origini risalgono ai primi del settecento così come risulta dal censimento dell'arcivescovato di Mazara del Vallo in cui viene riportato l'affidamento ad un sacerdote per dire messa. Un luogo dove non si sono perse queste testimonianze anche attraverso due olivi secolari che ancora oggi segnano l'ingresso originario verso cui si dirigevano i pellegrini . Questi ulivi maestosi ricordano quelli riportati in un aneddoto cretese: si racconta infatti che a Creta 2000 anni prima di Cristo gli olivi crescevano con i tronchi appaiati, verosimilmente simili a quelli posti davanti la nostra Chiesetta, come premio alla devozione di due umili sposi cretesi lodarono la divinità Con l'olivo e l'acqua delle fonti abbiamo quanto ci serve: ombra per l'estate, legna per l'inverno, frutti serbativi , olio per condire cibi e per far luce. Forse è stata proprio questa luce che ha illuminato il nostro progetto oggi rivisitato alla scoperta del genius loci in cui ogni intervento realizzato sembra sia stato suggerito dal senso, dal significato e dalla scoperta di ogni singolo elemento ritrovato.

CUSTONACI (Trapani)  Chiese e luoghi di culto SANTUARIO MARIA SANTISSIMA DI CUSTONACI

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CUSTONACI (Trapani)

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SANTUARIO MARIA SANTISSIMA DI CUSTONACI

Il Santuario, incluso in una fortezza, è sorto nel secolo XV. La chiesa, ampliata nel 1700 e definita nei colori nel 1900, è a tre navate con volte a crociera e si raggiunge per una scalinata in acciottolato a disegni geometrici. Secondo la tradizione l’immagine della Madonna, tavola in legno opera di Antonello da Messina, arrivò via mare dopo uno scampato naufragio. Il lunedi antecedente la festa l’immagine viene portata dal mare fino al Santuario con una solenne processione.

CALTAVUTURO (Palermo)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SAN PIETRO E PAOLO

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CHIESA DI SAN PIETRO E PAOLO

Chiesa Madre dei SS. Pietro e Paolo (XVI sec.) con annessa torre di S. Rosalia, prende il posto della vecchia Matrice di S. Bartolomeo alla fine del '700. All'interno racchiude opere dì notevole pregio artistico: "Madonna" del Gagini; "Vergine con Bambino" del 1513 con "Transito della Vergine", attribuita a Giuliano Mancino; organo del '600, probabilmente di Raffaele La Valle. Di tipo tardo rinascimentale, presenta una facciata semplice e lineare.

PALERMO  Chiese e luoghi di culto ORATORIO DI SAN MERCURIO

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ORATORIO DI SAN MERCURIO

Costruito nel 1557 dalla Compagnia di Santa Maria della Consolazione sotto il titolo del Deserto e di San Mercurio, formata da aristocratici, i quali veneravano, in questa cappella, una antica immagine della SS. Vergine, ritrovata in un luogo deserto fuori delle mura della città; essi avevano il compito di aiutare gli infermi dell’ Ospedale Grande. La sala, preceduta da un’elegante gradinata costruita nel 1719 e da un antioratorio con il pavimento maiolicato e il soffitto affrescato in cui è rappresentato "Gesù Cristo che visita San Mercurio in carcere"., ha armoniosa decorazione in stucco attorno alle finestre e nel cappellone, eseguiti da Giacomo Serpotta nel 1678 e la classica disposizione di panche in legno lungo i fianchi. Sulla parete d’ingresso è disposto il coro con organo in legno laccato e dorato. La volta del presbiterio è stata decorata con una gloria di puttini a stucco ed affrescata con la "Gloria di San Mercurio", mentre sull'altare maggiore campeggia una tela settecentesca che raffigura "L'Apparizione della Vergine col Bambino a San Mercurio". Il pavimento maiolicato dell'Aula principale è stato realizzato tra il 1714 e il 1715 da Sebastiano Gurrello e Maurizio Vagolotta su disegno dell'architetto sacerdote Giulio Di Pasquale.

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