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Campania - Chiese e luoghi di culto

PAGANI (Salerno)  Chiese e luoghi di culto CHIESA SANTA MARIA DELLA PURITà

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PAGANI (Salerno)

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Chiese e luoghi di culto

CHIESA SANTA MARIA DELLA PURITà

Fondato nel 1680 da suor Serafina di Dio che lo affidò alle consorelle carmelitane, il monastero venne soppresso nel 1860, quindi riscattato dalle suore e nel 1922 parzialmente acquisito dal comune. La comunità religiosa lo abbandonò definitivamente nel 1976, anno in cui fu donato alla Pia Unione Ammalati Cristo Salvezza, che ad oggi lo tiene come centro ecclesiastico di accoglienza. Annessa alla struttura ex conventuale è l'omonima chiesa. La chiesa di Santa Maria della Purità, oggi anche Santuario di Gesù Bambino di Praga, fu eretta sull'antica cappella dei Santi Martiri Felice e Costanza alla fine del seicento. In stile barocco, ha degli eleganti decori in stucco sia sulla facciata sia all'interno. È a navata unica con pavimento maiolicato del primo ottocento. Conserva delle tele settecentesche, due cori schermati da grate lignee dorate e le due immagini attorno alle quali si è sviluppata la vita religiosa: il quadro di Santa Maria della Purità, venerata fin dal 1682 , e la statua del Gesù Bambino di Praga, posta in una cappella-trono e cinta da un tripudio di ex voto.

SESSA AURUNCA (Caserta)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SANT’ALFONSO

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CHIESA DI SANT’ALFONSO

Si accede alla chiesa, rimodernata tra Settecento ed Ottocento, attraverso un semplice portale ed una scalinata che conduce all’aula ecclesiastica. La chiesa, di modeste dimensioni, è caratterizzata da un altare per lato, entrambi in marmo databili al secolo XIX. Sull’altare di sinistra vi è un dipinto di fine settecento raffigurante “La Madonna con Santi teatini” e, sull’altare opposto, la statua di Sant’Antonio da Padova in cartapesta. L'accesso alla zona presbiteriale avviene attraverso un arco trionfale a tutto sesto. La copertura del presbiterio presenta una cupola con l'estradosso non visibile dall'esterno. A decorare le pareti vi sono degli stucchi, databili al secolo XVII ma probabilmente interessati da interventi successivi. In controfacciata è posta la cantoria con annesso organo a canne.

CASAPULLA (Caserta)  Chiese e luoghi di culto CHIESA PARROCCHIALE DI SANTO ELPIDIO VESCOVO

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CHIESA PARROCCHIALE DI SANTO ELPIDIO VESCOVO

Fondata, secondo la tradizione, nel V secolo da S. Elpidio vescovo di Atella sulle rovine di un tempio pagano dedicato ad Apollo. Di essa fanno menzione una bolla di papa Alessandro III del 1174 ed i tariffari delle tasse dovute alla Camera Apostolica degli anni 1326, 1327 e 1375. Fu consacrata il 26 luglio 1467 dal vescovo di Calvi Angelo Mazziotta, vicario dell'arcivescovo di Capua Giordano Caetani. Arricchita ed ornata nel corso dei secoli a spese della nobiltà locale, venne quasi integralmente ricostruita tra il 1789 ed il 1791, con evidenti richiami stilistici alla cappella del Palazzo reale di Caserta. La sistemazione della facciata secondo i canoni dell'ordine toscano fu portata a termine nel 1811. La torre campanaria, coeva alla chiesa, fu completata nel XVIII secolo.

CASERTA  Chiese e luoghi di culto PARROCCHIA SAN SEBASTIANO MARTIRE

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PARROCCHIA SAN SEBASTIANO MARTIRE

La facciata molto semplice ha un unico ingresso ed è suddivisa in due ordini da una cornice aggettante. Una coppia di paraste giganti, posto su uno zoccolo in risalto, incornicia l'ingresso, mentre una coppia di paraste di dimensione ridotta modula lo spartito del secondo ordine che presenta al centro una finestra rettangolare e si conclude con un timpano triangolare. L'interno, ad aula unica, è preceduto da un pronao, che probabilmente insiste sull'atrio della vecchia chiesa. L'aula ecclesiale a navata unica presenta nella zona mediana, lungo le pareti, due incassi predisposti per gli altari. Un cornicione aggettante delimita il punto di imposta della volta a botte lunettata ed avvolge come un nastro la navata e la zona presbiterale ove la nicchia dell'altare maggiore, delimitata da due colonne di dimensioni ridotte, si concludeva con un timpano triangolare. Dietro l'altare maggiore due vani con porte conducono alle due stanze adibite a sagrestia. L'aula ecclesiale a navata unica presenta nella zona mediana, lungo le pareti, due incassi predisposti per gli altari. Copre l'aula una volta a tutto sesto con tre finestre per lato che prendono luce dai grossi arconi presenti sui prospetti laterali. L'antico pavimento vanvitelliano in cotto con riquadri in marmo è stato sostituito, come è avvenuto per il portone d'ingresso. La chiesa è stata realizzata con struttura portante in muratura di tufo di idoneo spessore e con copertura a volta, botte.

SESSA AURUNCA (Caserta)  Chiese e luoghi di culto CHIESA MARIA SANTISSIMA IMMACOLATA

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CHIESA MARIA SANTISSIMA IMMACOLATA

La struttura della Chiesa è a navata unica con il tetto spiovente sui due lati. Sulla parete centrale del presbiterio, ai lati, sono poste due vetrate istoriate raffiguranti i simboli della celebrazione eucaristica, il pane ed il vino. Sulla facciata della Chiesa è collocata una vetrata istoriata tondeggiante e raffigurante l’Immacolata Concezione. All’ingresso della Chiesa, sulla parte sinistra, è posta la sede del Santissimo Sacramento. Sulla stessa parete, poco prima del presbiterio è costruita, in tufo lavorato grezzo su cui è sormontata una base marmorea, la sede su cui è collocata la statua dell’Immacolata Concezione incoronata. Una statua devozionale dell’Immacolata, attribuita agli anni Cinquanta, già presente nella prima Cappella, è conservata nella sagrestia.

SESSA AURUNCA (Caserta)  Chiese e luoghi di culto CHIESA SAN MARTINO VESCOVO

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CHIESA SAN MARTINO VESCOVO

La Chiesa parrocchiale di Fasani è dedicata a San Martino di Tour. Una scritta al di sopra della nicchia del santo così recita “Contra lupus rapaces nos Martine defende”. La Chiesa si presenta a pianta rettangolare. La facciata d’ingresso è sormontata da una piccola torre campanaria, formata da due campane di modesta entità. Si presenta a navata unica, con una piccola cappella laterale dove è posto l’altare del misteri del dolore (Addolorata e Cristo morto). Al di sotto del tetto della piccola cappella è possibile intravedere un affresco in cui è raffigurata la Vergine assunta in cielo. Di piccole dimensioni è lo spazio riservato all’altare maggiore e all’altare mensa. Un arco a tutto sesto, a tre quarti dell’edificio, traccia una linea divisoria immaginaria tra la parte assembleare e quella presbiterale. Sul territorio di pertinenza parrocchiale si erige una cappella dedicata alla Madonna del Carmine, sul cui altare il parroco don Aurelio Pastore negli anni Sessanta ha collocato la pietra sacra. La costruzione della cappella viene fatta risalire alla fine del XIX secolo.

SESSA AURUNCA (Caserta)  Chiese e luoghi di culto CHIESA SANTA MARIA DEL CARMINE

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CHIESA SANTA MARIA DEL CARMINE

La Chiesa fu fatta erigere ad opera dei Carmelitani, nel 1590, nella parte alta della città, fuori porta-nord detta delli ferrari. La chiesa faceva parte di un complesso che comprendeva anche un monastero che attualmente è il vecchio Ospedale S. Rocco. È strutturata ad una navata con cupola.

SESSA AURUNCA (Caserta)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DELL’ANNUNZIATA

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CHIESA DELL’ANNUNZIATA

Fu voluta dalla corporazione dei conciari e calzolari attorno al 1489 insieme con annesso Ospedale ed educandato. L'edificio ha conservato inalterata la pianta rinascimentale, a croce greca, anche dopo gli interventi settecenteschi. La facciata è divisa in due ordini e sormontata all’estremità superiore da un timpano triangolare e due torri campanarie laterali. Particolarmente degni di attenzione sono i dipinti, tra cui la tavola del XV secolo raffigurante la Pietà e conservata all'interno della cappella del SS. Sacramento in cui si osserva anche la lastra tombale del XVI secolo del governatore don Lope de Herrera, realizzata dallo scultore Annibale Caccavello. Altra tavola, collocata nella seconda cappella a destra, è la Sant'Agata di Vespasiano Friozzo, datata 1601. Nella cona d'altare del presbiterio, proprio al di sopra degli stalli lignei, è esposta l'Annunciazione di Sebastiano Conca.

MASSA LUBRENSE (Napoli)  Chiese e luoghi di culto ISTITUTO DIOCESANO SOSTENTAMENTO DEL CLERO

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MASSA LUBRENSE (Napoli)

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ISTITUTO DIOCESANO SOSTENTAMENTO DEL CLERO

CASTELLAMMARE DI STABIA (Napoli)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PIETà E SANTA CATERINA

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CASTELLAMMARE DI STABIA (Napoli)

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CHIESA DI SANTA MARIA DELLA PIETà E SANTA CATERINA

La chiesa fu consacrata, nel 1809, da mons. Domenico Ventapani. Il complesso è composto da un tempio e da una cripta sotterranea. La cripta (risalente al 1385), riedificata nel 1754, fu restaurata e modificata nel 1970: si presenta in stile romanico ed è divisa in tre ambienti da colonne. La struttura superiore è stata riedificata nel 1725. La chiesa, dalle modeste dimensioni, si presenta a navata unica ed è ricca di ornamenti e testimonianze artistiche. Oltre alle belle tele (del 1788 c.), che adornano l'altare maggiore, sono da segnalare le tre statue (sec. XIX), ritenute della bottega dei fratelli Giuseppe e Francesco Verzella; raffigurano rispettivamente Santa Caterina d'Alessandria, San Giuseppe e San Giuda Taddeo. La struttura è completata dalla cappella, anch’essa risalente al 1725, della Resurrezione, adibita a sala riunioni. In questa sala si segnalano due tele del XVIII secolo: la prima raffigurante Santa Caterina salvata dall’Arcangelo Michele dalla ruota dentata, è opera del pittore romano Ludovico Mazzanti; la seconda, raffigurante La Pietà, è opera dello stabiese Giuseppe Bonito. È da ricordare che, fino al 1931, prima di ogni varo le maestranze del Cantiere Navale partecipavano alla messa nella chiesa di Santa Caterina per invocare la protezione di San Giuseppe. La facciata, divisa in due da una trabeazione, presenta coppie di lesene con capitelli e timpano a chiusura dell'architettura.

MONDRAGONE (Caserta)  Chiese e luoghi di culto SANTUARIO DI MARIA SANTISSIMA INCALDANA

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SANTUARIO DI MARIA SANTISSIMA INCALDANA

Ampliamento di una preesistente chiesa gotica del ‘300, della quale recentemente sono stati scoperti alcuni elementi architettonici nei pressi del presbiterio (una colonna ed alcuni pilastri di pietra locale). Dal 1624 si venera in essa l’icona della Madonna Incaldana, protettrice principale di Mondragone, ivi traslata dalla chiesetta del Belvedere. Altri ampliamenti furono realizzati nel XVIII secolo durante la signoria del marchese di D.Agapito Grillo che venne a Mondragone nel 1713. In quell’epoca alla Chiesa furono donate dal Vescovo di Carinola, D.Nicolò Abbati, le reliquie di Sant’Agapito, San Dioscoro e Sant’Ajello che furono deposte nell’Altare maggiore e nell’Altare della Madonna Incaldana.. Nel 1741 in essa fu costituita la Parrocchia con il titolo di “San Michele Arcangelo intra moenia”. La facciata fu realizzata nel XIX secolo in stile eclettico-classicheggiante, arretrata rispetto alle quinte urbane per recuperarle uno spazio antistante, e per i portali fu utilizzato il marmo locale della cava di San Mauro, lo stesso utilizzato dal Vanvitelli per la Reggia di Caserta. La festa patronale della Madonna Incaldana si celebra il Martedì in albis con grande concorso di popolo per l’intera settimana dopo Pasqua, ed attraverso di essa la Comunità mondragonese commemora la traslazione della antica icona mariana dalla chiesetta del Belvedere alla Chiesa Madre della città.

SESSA AURUNCA (Caserta)  Chiese e luoghi di culto CHIESA RUPESTRE DI SAN MICHELE IN GUALANA

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CHIESA RUPESTRE DI SAN MICHELE IN GUALANA

In un ambiente ipogeo di natura tufacea, la cui volta è in parte crollata, sono ancora leggibili le strutture architettoniche di tre absidiole sulle cui superfici sono presenti dipinte a buon fresco alcune figure di santi. Nell'absidiola centrale sono raffigurati “Cristo affiancato da San Pietro e l'Arcangelo Michele”, nell'absidiola a destra, “la Madre di Dio con due santi”, ed è chiaramente leggibile il nome di “S. Tommaso e San Nicola”; mentre, nella terza absidiola si intravedeva una sola figura, che solo dopo la rimozione dei sali si è potuta identificare come “San Massimo”. Alla base dell'abside di destra c’è una scritta dedicatoria che termina con la parola “fecimus”. Gli affreschi di pregevole fattura, per la qualità dell'impasto cromatico e per il ductus, con molta probabilità sono ascrivibili all’ottavo secolo dell'era cristiana ed al confine tra la sfera di influenza latina e quella bizantina, in quanto le scritte compaiono in latino, ma la mani benedicono alla greca.

SESSA AURUNCA (Caserta)  Chiese e luoghi di culto CHIESA RUPESTRE DI SANTA MARIA IN GROTTA

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CHIESA RUPESTRE DI SANTA MARIA IN GROTTA

La chiesa è costituita da due cavità intercomunicanti ricavate nel banco di tufo, come gli ambienti adiacenti che formano un vero e proprio complesso rupestre. I due ipogei risultano collegati ad un soprastante edificio in muratura che ha svolto funzione di romitaggio fino agli inizi del Novecento. L’invaso principale a pianta rettangolare e con orientamento nord-sud presenta la sezione trapezoidale e un bancale lungo le pareti. Il secondo vano, soprelevato rispetto all’invaso principale e orientato sud-ovest/nord-est ha la sezione semicircolare e l’ingresso anche dall’esterno. I due ambienti, in origine separati, furono messi in comunicazione nel 1691, allorché la parete di fondo dell’invaso principale venne modificata per creare un nuovo altare e una lunetta con la Vergine tra i Santi Stefano e Girolamo. Nella seconda metà del XII secolo sulla parete orientale dell’invaso principale venne affrescata una Dormitio Virginis che, per l’impianto generale della scena e il titulus in greco, denuncia un collegamento con l’ambiente bizantino e differenzia questa chiesa dagli altri luoghi di culto in rupe della regione. Sulle pareti laterali dell’invaso principale, tra la fine del XII secolo e la metà del successivo, vennero eseguiti alcuni pannelli con immagini di Santi e della Vergine; in occasione della stesura degli affreschi lungo le pareti venne realizzato il bancale, ampliando alla base la sezione della cavità.

CARINOLA  Chiese e luoghi di culto CHIESA SAN DONATO E SANT'AGNELLO

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CARINOLA

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CHIESA SAN DONATO E SANT'AGNELLO

La Chiesa, pur antica, non presenta opere di particolare rilievo artistico, se non l’altare che risale al 1700, la statua della Madonna del rosario del 1700, e una tela raffigurante la Trinità che incorona la Madonna, di fine 1800 inizi 1900.

SORRENTO (Napoli)  Chiese e luoghi di culto EPISCOPIO CATTEDRALE SS. FILIPPO E GIACOMO

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EPISCOPIO CATTEDRALE SS. FILIPPO E GIACOMO

Il Duomo di Sorrento, che risale al XV secolo, ha subito in epoche successive numerose trasformazioni. L’attuale facciata, completamente rivestita di marmo, è stata realizzata nel 1924 in stile romanico. Interessanti sono il portale laterale -che risale al 1479- recante sull’architrave lo stemma aragonese e quelli di papa Sisto IV e dell’arcivescovo De Angelis, e il campanile a 5 livelli che poggia su un basamento sorretto da quattro colonne antiche. Di particolare fattura è il bell’orologio decorato con maioliche di artigianato locale posto al quarto livello del campanile. L’interno a croce latina è a tre navate con cappelle laterali e presenta un sontuoso soffitto decorato da tele barocche. Numerose sono le opere d’arte presenti nella chiesa: tra queste vi sono un trono arcivescovile e un pulpito in marmo cinquecenteschi, ricchi apparati decorativi marmorei ed un coro in legno intarsiato dei primi del '900.

LETTERE (Napoli)  Chiese e luoghi di culto MONASTERO SS. ROSARIO

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MONASTERO SS. ROSARIO

Il monastero fu fondato nel 1633, quando, per volere del Vescovo del luogo e della comunità cristiana, si stabilirono a Lettere le monache domenicane. Le prime tre arrivarono il 7 gennaio, provenienti dal Monastero di Sorrento, e occuparono un edificio donato loro dalla famiglia De Fusco. Alle contemplative domenicane fu affidata la formazione morale della gioventù. Da quel momento la presenza delle monache è stata costante, quando con numerose monache, quando con poche. Niente, né guerre, né la tragica soppressione degli ordini religiosi di fine ottocento, né altre difficoltà e sofferenze, hanno allontanato le monache da Lettere.

VENTAROLI DI CARINOLA (Caserta)  Chiese e luoghi di culto CHIESETTA DI SAN FILIPPO E SAN GIACOMO

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CHIESETTA DI SAN FILIPPO E SAN GIACOMO

Edificio di modeste dimensioni situato all'incrocio di Ventaroli da cui si giunge al Foro Claudio, noto soprattutto per la basilica episcopale di Santa Maria che vi sorge. Al volume della piccola aula e dell'abside si aggiunge, sulla destra, la sagrestia; il confine tra le due parti, nell'unica falda del tetto, è segnato dal campanile a vela, con due archi ed un timpano triangolare di coronamento. II sagrato è delineato sulla sinistra da un muretto che collega la torre civica dell'orologio con la facciata, simmetrica, segnata dalla porta rettangolare sormontata da una lunetta a tutto sesto cui si affiancano, più in alto, due finestre strette e alte. L’interno si presenta con un impianto ad aula unica scandito sulla mezzeria da due cappelle ad arco ricavate nello spessore murario, così come la fonte battesimale in nicchia; si accede all'abside mediante due gradini in corrispondenza dell'ampio arco a sesto ribassato impostato su pilastri appena emergenti dalle pareti. L’invaso, a pianta rettangolare, è coperto da una volta a crociera, sottolineata dalle pseudo-nervatute che si innestano in prosecuzione dei pilastri angolari. La parete dietro l'altare ospita un dipinto di grandi dimensioni, le pareti laterali sono caratterizzate da due edicole sporgenti ad arco inquadrate da lesene, oltre che da alte finestre ovali che filtrano la luce naturale. La piccola sagrestia è illuminata da una piccola finestra ovale.

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