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Emilia Romagna - Chiese e luoghi di culto

MIRANDOLA (Modena)  Chiese e luoghi di culto CASA CANONICA CHIESA SANTA MARIA DELLA NEVE DI QUARANTOLI

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MIRANDOLA (Modena)

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Chiese e luoghi di culto

CASA CANONICA CHIESA SANTA MARIA DELLA NEVE DI QUARANTOLI

A Mirandola, in provincia di Modena, sorge la chiesa della pieve, dedicata a Santa Maria della Neve, risale ad epoca preromanica e fu riedificata nel sec. XII. Già nel 2015 la diocesi di Carpi aveva deciso di eliminare l'umidità dalla chiesa installando un dispositivo KalibraDRY. Il processo di deumidificazione era stato completato con successo e grande soddisfazione da parte della Curia. A seguito del terremoto del 2012 che ha colpito l'Emilia Romagna, e che ha distrutto buona parte del patrimonio artistico della zona, anche la piccola Chiesa di Quartaroli è stata gravemente danneggiata. Per questo, per il ripristino della Chiesa, dopo aver effettuato tutti i lavori di consolidamento abbiamo installato la tecnologia KontrolDRY per impedire all'acqua di risalire nelle murature e mantenere la struttura asciutta!

RAVENNA  Chiese e luoghi di culto COMPLESSO BENEDETTINO DI SAN VITALE

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RAVENNA

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Chiese e luoghi di culto

COMPLESSO BENEDETTINO DI SAN VITALE

Comprende due principali documenti storico-artistici della città, la chiesa omonima e il cosiddetto mausoleo di Galla Placidia, nonché l'ex monastero che ospita il museo nazionale. Fondata intorno al 540, quella di San Vitale è la più antica delle quattro maggiori abbazie ravennati, detentrici, fino alle soppressioni napoleoniche, di un considerevole patrimonio. Affidata all'ordine dei Benedettini, fu centro di attività economiche e commerciali, ed acquisì notevoli estensioni di terreno, comprese le valli e le vaste pinetali a ridosso della Strada Romea. La basilica è tra le massime testimonianze dell'arte paleocristiana in Italia, frutto del geniale inserimento di moduli costruttivi bizantini. Si differenzia dai tradizionali schemi basilicali ravennati per l'impianto a base ottagonale e, come le altre chiese paleocristiane ravennati, ha l'abside rivolta ad oriente. Nella costruzione della chiesa furono coinvolte alcune tra le figure più significative del periodo prebizantino e bizantino: il fondatore Eccleso che l'iniziò nel 526, il vescovo Massimiano, che nel 547-48 la consacrò, e il banchiere greco Giuliano l'Argentario, arricchitosi nella guerra greco-gotica, che la finanziò con 26.000 soldi d'oro.

CALDERARA DI RENO (Bologna)  Chiese e luoghi di culto ORATORIO DEDICATO ALLA B.V. DI SAN LUCA

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CALDERARA DI RENO (Bologna)

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ORATORIO DEDICATO ALLA B.V. DI SAN LUCA

Villa Donini di Caldera è sicuramente tra i luoghi di maggiore interesse in città. All’interno del parco è sito un oratorio, le decorazioni di questo piccolo gioiello sono opera di Alessandro Guardassoni.

MIRANDOLA (Modena)  Chiese e luoghi di culto CHIESA SAN MICHELE ARCANGELO - CANONICA

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MIRANDOLA (Modena)

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CHIESA SAN MICHELE ARCANGELO - CANONICA

Cinquecentesca, la cui semplice facciata con il portico venne rifatta nel 1710. A tre navate, ospita diverse cappelle dedicate, nella navata destra, a Sant'Antonio Abate, al Santissimo Crocifisso, alla Beata Vergine del Rosario, mentre nella navata sinistra vi sono le cappelle di San Luigi Gonzaga, della Madonna della Ghiara (con un dipinto della Madonna col bambino di Sante Peranda e un altare in scagliola del 1603) e della Madonna del Borghetto. Dietro l'altare maggiore vi è un coro in legno del XVI secolo. Le vetrate risalgono al secondo dopoguerra. All'interno della chiesa di San Michele vi è l'unico santuario presente sul territorio mirandolese, costituito da una cappella barocca con altare marmoreo, dove è conservata l'immagine sacra della Beata Vergine del Borghetto. Tale immagine si trovava in origine in un piccolo oratorio situato nell'incrocio di via Borghetto e via Mazzone: nel 1733 divenne oggetto di un culto talmente forte che le autorità ecclesiastiche decisero di segare via il muro con l'affresco sacro e portarlo a Cividale. Il 9 settembre 1736 l'immagine miracolosa fu portata con una solenne processione lunga due chilometri fino alla chiesa di Cividale (all'interno della quale nel 1738 venne realizzato il santuario), mentre l'oratorio del borghetto venne demolito il giorno stesso della processione e sostituito successivamente dall'attuale colonna votiva nell'incrocio del Borghetto.

SAN PROSPERO SULLA SECCHIA (Modena)  Chiese e luoghi di culto PARROCCHIA DI SAN PROSPERO VESCOVO

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SAN PROSPERO SULLA SECCHIA (Modena)

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PARROCCHIA DI SAN PROSPERO VESCOVO

Il nome del capoluogo si rifà alla primitiva chiesa dedicata a San Prospero già menzionata in un documento del 1067, ma, probabilmente, costruita nel 1017 all'epoca della bonifica del territorio compiuta dai monaci benedettini di Nonantola. L'attuale edificio risale, però, al 1779, allorché l'antica cappella, ormai segnata da profondo degrado, fu ricostruita secondo il gusto rinascimentale.

BOLOGNA  Chiese e luoghi di culto PARROCCHIA DI SAN PAOLO MAGGIORE

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PARROCCHIA DI SAN PAOLO MAGGIORE

Fatta erigere dai Chierici Regolari di S. Paolo o Barnabiti tra il 1606 e il 1611, su disegno del confratello architetto Ambrogio Mazenta, nel 1634-36 la chiesa venne arricchita di una fronte armoniosa realizzata da Ercole Fichi. Notevole il colpo d'occhio dell'interno, ravvivato nelle volte da una sfarzosa decorazione pittorica di Antonio e Giuseppe Rolli, che verso la fine del sec. XVII vi ritrassero le gesta di S.Paolo nell'aeropago di Atene. Sugli altari spiccano pregevoli dipinti di maestri di scuola bolognese, tra cui il Guercino, Giuseppe Maria Crespi detto lo Spagnolo e Lodovico Carracci, che eseguì il celebre Paradiso. Di eccezionale bellezza lo sfarzoso altare maggiore (1643-50) dove si ammira il vigoroso gruppo scultoreo della Decollazione di S.Paolo di Alessandro Algardi, cui si debbono anche il medaglione del paliotto e il tabernacolo.

BOLOGNA  Chiese e luoghi di culto ORATORIO DI SAN COLOMBANO

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ORATORIO DI SAN COLOMBANO

Il complesso di San Colombano è composto da edifici religiosi aggregatisi nel corso dei secoli. Il nucleo più antico è formato dalla Chiesa di San Colombano fondata nel 610 da Pietro I vescovo di Bologna, discepolo del monaco Colombano. Del 1591 la costruzione dell'annesso Oratorio per dare riparo alla Madonna dell'Orazione di Lippo di Dalmasio. La Chiesa è arricchita da affreschi di scuola bolognese del XV secolo tra cui la Madonna col Bambino del Cacciaguerra, realizzata nel 1494 la Beata Vergine di Marco Zoppo. L'Oratorio, vero gioiello artistico, vide misurarsi in concorrenza un gruppo di promettenti allievi della nascente scuola degli Incamminati. Tra gli esponenti della gloriosa gara del Malvasia, il Domenichino, Lucio Massari, Francesco Brizio e presumibilmente Guido Reni. Il ciclo di affreschi dell'Oratorio si estende in una successione di finte aperture, architravate da un lato e centinate dall'altro, che vanno a sostituirsi illusionisticamente alla parete muraria. Dopo precedenti interventi e frequenti cambi di proprietà, che non hanno mancato di danneggiare lo stato conservativo degli affreschi, l'Oratorio è stato acquisito dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. San Colombano è destinato a ospitare la collezione di strumenti musicali antichi donata dal Maestro Luigi Ferdinando Tagliavini alla Fondazione Carisbo, nonché la biblioteca musicale donata dagli eredi del Maestro Oscar Mischiati.

FINALE EMILIA (Modena)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SAN BARTOLOMEO (O DELLA BUONA MORTE)

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FINALE EMILIA (Modena)

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CHIESA DI SAN BARTOLOMEO (O DELLA BUONA MORTE)

La chiesa fu costruita nel 1504 per volontà della Confraternita della Morte che aveva l'incarico di assistere gli infermi e ospitare i pellegrini. L'impianto attuale risale alla metà del Settecento. La facciata presenta un elegante portico sorretto da quattro colonne in stile dorico. La nicchia che lo sovrasta ospita una statua in terracotta a tutto tondo raffigurante San Bartolomeo, risalente al 1750. L'interno si presenta con un'unica navata centrale e quattro altari laterali. Cornici in stucco di epoca settecentesca racchiudono pregevoli dipinti; nelle quattro tele ovali, sempre del secolo XVIII, simmetricamente disposte sulle pareti sono raffigurati, partendo da destra, San Luca, San Paolo, San Pietro e San Marco Evangelista. Sull'altare maggiore è collocata la tela con il Martirio di San Bartolomeo, spettante a Francesco Vellani, pittore fra i maggiori del Settecento estense. Altro notevole dipinto è quello con la Madonna col Bambino e i Santi Giuseppe, Ignazio di Lojola e Francesco Saverio, opera del modenese Antonio Consetti, pittore al servizio della corte ducale. L'organo del 1736 è opera di Domenico Traeri. Il campanile, che si eleva di pochi metri al sopra dell'edificio, è cinquecentesco.

CALDERARA DI RENO (Bologna)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO DI LONGARA

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CALDERARA DI RENO (Bologna)

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CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO DI LONGARA

La chiesa prospetta su un ampio sagrato in blocchetti di porfido, separato dalla carreggiata tramite fittoni. A sinistra dell'aula una corte ad L ricavata fra i volumi della canonica e della sagrestia, lastricata in pietra e alberata. La chiesa presenta una facciata a salienti, intonacata con campi in color mattone e paraste in giallo Marte. I raccordi fra le ali e il registro centrale sono molto bassi, e le ali sono piuttosto strette. Il portale d'accesso timpanato ha, in asse, una finestra nel secondo registro, fiancheggiata a sua volta da due nicchie con statue. Gli alzati laterali si presentano identicamente intonacati, senza aperture. L'aula, scandita dalle tre cappelle laterali per lato con arco a tutt'altezza, si presenta nelle tipiche decorazioni e tinte del barocco locale con riprese ottocentesche. La copertura è a botte, unghiata in corrispondenza degli archi delle cappelle. Una bussola lignea, sovrastata dal finestrone che è l'unica fonte di luce naturale dell'aula, immette all'ambiente pavimentato in graniglia alla veneziana con riquadri. Il presbiterio è rialzato di un gradino ed è individuato da un arcone con paraste che restringono l'aula. Assemblea ordinata frontalmente rispetto al presbiterio. Altare pre-conciliare in marmo con custodia eucaristica. Ambone a console in legno. A sinistra la sede per il celebrante, in legno con imbottiture in velluto. Due confessionali in legno posti ai due lati della chiesa, tra le cappelle.

CASTENASO (Bologna)  Chiese e luoghi di culto SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DEL PILAR

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SANTUARIO DELLA BEATA VERGINE DEL PILAR

Nella località Madonna di Villanova, a circa 4 chilometri da Castenaso, sorge il santuario denominato Madonna del Pilar. Costruito su terreni del Collegio di Spagna che aveva in queste zone vari possedimenti, la chiesa fu così chiamata dal Rettore del Collegio in onore della Vergine venerata a Saragozza. Nel magnifico interno barocco del santuario, si conserva l'immagine miracolosa della Vergine di Giovanni Battista Bolognini (1699). In questa chiesa il 16 marzo 1822 furono celebrate le nozze del compositore Gioacchino Rossini con il famoso soprano Isabella Colbran. I coniugi Rossini vissero per una decina d'anni in una villa adiacente alla chiesa, dove il Maestro compose opere come Semiramide e Guglielmo Tell. Di Villa Rossini resta oggi solo un caratteristico pozzetto. Le spoglie della Colbran riposano nel cimitero monumentale della Certosa di Bologna, assieme ad altri grandi della musica, da Farinelli a Ottorino Respighi.

CONCORDIA SULLA SECCHIA (Modena)  Chiese e luoghi di culto PARROCCHIA DI SANTA MARIA BIANCA DI VALLALTA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA (Modena)

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Chiese e luoghi di culto

PARROCCHIA DI SANTA MARIA BIANCA DI VALLALTA

L’epoca di costruzione è il 1700, ma è di origine molto più antica. A tre navate, è stata recentemente restaurata ed è ricca di opere d’arte. Ha una superfice di mq. 600. Adiacente all’abside è stato costruito un edificio parrocchiale per canonica e opere parrocchiali per mq. 450 di superfice. Tutto il complesso è in ottimo stato. Altri due edifici, confinanti, sono di proprietà della parrocchia, solo uno dei quali è occupato per servizi alla parrocchia stessa, mentre l’altro, di valore storico, attende di essere restaurato. Circostante il complesso parrocchiale esiste un’area di mq. 20.000 destinata a campo di pallavolo, calcio e relativi spogliatoi, verde attrezzato e zona agricola.

BOLOGNA  Chiese e luoghi di culto CHIESA DEL SANTISSIMO SALVATORE

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CHIESA DEL SANTISSIMO SALVATORE

Fu sede dei canonici di Santa Maria di Reno fin dal XII secolo. L'edificio attuale, tranne il campanile romanico, fu compiuto da A. Mazenta nel 1623. Nell'interno statue di G. Tedeschi, C. Molli (1622-24); dipinti di Simone de' Crocifissi, Vitale da Bologna, Garofalo, Innocenzo da Imola, J. Coppi, G. Cavedoni, Mastelletta, Girolamo da Treviso, Girolamo da Carpi, G. F. Gessi, A. Tiarini, C. Bononi; la sacrestia, assai ornata, è seicentesca. L'attiguo ex convento di San Salvatore (1515-22), danneggiato dai bombardamenti del 1943, conserva tre chiostri dei secoli XV-XVI.

CAVEZZO (Modena)  Chiese e luoghi di culto PARROCCHIA SAN GIOVANNI BATTISTA

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PARROCCHIA SAN GIOVANNI BATTISTA

La facciata, settecentesca, è sobriamente organizzata in due ordini di lesene poco pronunciate sui rispettivi basamenti, con due ali laterali appena accennate. L’interno, ad una navata con cappelle laterali, concluso da volta a botte, conserva il pregevole altare maggiore tardobarocco in policromo marmo di Verona risalente al 1760. Nel primo altare a sinistra un pregevole paliotto in scagliola in bianco e nero, impostato ancora sulla disposizione classicista di candelabre, girali d’acanto e finte trine che inquadrano tre figurine di santi. La seconda cappella di sinistra presenta invece un’ancona in scagliola, opera di gusto classicheggiante. Nella terza cappella di sinistra ancona in scagliola e stucco di gusto eclettico con vivace policromia. Nella terza cappella di destra ancona corinzia in finto marmo di sapore eclettico che conserva i medaglioni a bassorilievo con i quindici misteri del rosario. La seconda cappella di destra mostra un’ancona in scagliola policroma in stile neoclassico, contenente un olio raffigurante la Vergine col Bambino in trono con i Santi Antonio Abate ed Apollonia, mentre la prima cappella di destra è ornata da ancona in finto marmo e contiene una mediocre tela raffigurante il Crocifisso e i Santi Nicolò di Bari, Sebastiano e Maria Maddalena. Del campanile della chiesa di Disvetro si ha notizia dal 1668, ma è probabile che fosse già in opera al tempo della costituzione della parrocchia.

MIRANDOLA (Modena)  Chiese e luoghi di culto CHIESETTA DEL CIMITERO DI MIRANDOLA

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CHIESETTA DEL CIMITERO DI MIRANDOLA

Pur nella semplicità delle sue linee architettoniche la chiesetta oggi si presenta luminosa nei suoi colori originali, recuperati sotto gli strati acrilici mettendo in risalto la restaurata ancona Ottocentesca.

MIRANDOLA (Modena)  Chiese e luoghi di culto CHIESA SANTA MARIA DELLA NEVE DI QUARANTOLI

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CHIESA SANTA MARIA DELLA NEVE DI QUARANTOLI

Sul lato meridionale della navata è stato ricostruito un pulpito dove sono murate sei sculture romaniche, che raffigurano i quattro simboli degli Evangelisti. Sulla fronte, i tre Evangelisti (Marco, Luca e Giovanni) sono rappresentati dai simboli rispettivi del leone, del toro e dell’aquila, invece sul fianco destro è visibile il rilievo che riporta la figura dell'Evangelista Matteo. Queste sculture vengono attribuite alla scuola di Wiligelmo, il grande artista che realizzò i rilievi del Duomo di Modena. Il pulpito poggia su due telamoni in pietra raffiguranti un ragazzo ed un vecchio accucciati. Sul lato sinistro del presbiterio è stata costruita una loggia riutilizzando dei capitelli su colonnine provenienti probabilmente da un chiostro scomparso. La parte anteriore presenta una protome di animale mentre quella posteriore presenta una voluta di fogliame. Altri sono invece caratterizzati da protome leonina o da una testa umana con grosse corna di montone, grossolanamente scolpita. Per quanto riguarda la mensa d'altare invece, quest'ultima è sorretta da un pilastrino con capitello cubico decorato da foglie inclinate e da un capitello decorato a volute che poggia su un fascio di colonnine unite da un nodo. Questo complesso scultoreo, forse proveniente da un chiostro distrutto, mostra una notevole eleganza formale e viene solitamente attribuito alle maestranze attive a Modena in epoca tardo-romanica.

MIRANDOLA (Modena)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE - DUOMO

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CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE - DUOMO

Uno dei luoghi da visitare a Mirandola è il Duomo, una Chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Maggiore. La costruzione del luogo di culto fu avviata per volontà di Giovanni e Francesco I Pico intorno al 1440 e continuata da Giovan Francesco I e successivamente dai fratelli Galeotto e Anton Maria Pico. La struttura originaria era caratterizzata dallo stile architettonico tardo gotico. La facciata è stata ultimata nel 1885, in stile pseudo-rinascimentale, in occasione di un lavoro di restauro. L’interno è suddiviso in tre navate caratterizzate da volte a crociera con costoloni. All’interno della chiesa sono conservati dipinti ed affreschi di notevole valore artistico, come le due pale d’altare di Sante Peranda e due ancone in legno dorato realizzate dalla scuola di Paolo Bonelli.

MIRANDOLA (Modena)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DELLA BEATA VERGINE DELLA PORTA DETTA LA MADONNINA

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CHIESA DELLA BEATA VERGINE DELLA PORTA DETTA LA MADONNINA

L’edificio fu eretto nel 1602 – 1604 per onorare l’immagine miracolosa della Vergine dipinta a muro presso la porta della città. L’odierna facciata neoclassica risale al 1868. L’oratorio fu eretto per volere del principe Federico II Pico, ed intitolato alla Vergine Maria per celebrare la cessazione della “burraschetta”, una breve e violenta malattia epidemica che aveva colpito la città. Nel 1868, sul timpano della facciata venne collocata la statua marmorea della Beata Vergine – detta della “piazza” - precedentemente collocata presso il porticato del Palazzo Comunale, ma da qualche tempo ricoverata in Duomo.

GALLIERA (Bologna)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SAN VENANZIO DI GALLIERA

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CHIESA DI SAN VENANZIO DI GALLIERA

La chiesa di San Venanzio può vantare una storia quasi millenaria, costruita dal parroco don Gaetano Pasquini, che portò a termine l'opera sul finire del 1876 dopo aver demolito quella vecchia, in condizioni precarie, e troppo piccola per poter contenere i fedeli durante le sacre funzioni. La vecchia chiesa in origine era il piccolo oratorio di S. Anna in più occasioni ristrutturato fino a diventare una chiesa con tre altari. Nel 1839 fu costruito il campanile, ancora oggi esistente, e nel 1843 dotato di quattro campane. Nel 1873 il parroco don Gaetano Pasquini fece demolire il vecchio edificio, troppo piccolo ed in condizioni cadenti, e costruire uno nuovo, più ampio. La chiesa attuale ha cinque altari. La pala dell'altar maggiore, raffigurante la Madonna e i Santi Venanzio e Sebastiano martiri è opera del pittore centese Antonio Guandalini, mentre i quadri sui primi due altari, entrando, sono del pittore locale Alessandro Maccaferri e raffigurano rispettivamente Santa Filomena (a sinistra) e Sant'Antonio (a destra). La festa del patrono si celebra il 18 maggio.

RIMINI  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SANTA MARIA ANNUNZIATA ALLA COLONNELLA

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CHIESA DI SANTA MARIA ANNUNZIATA ALLA COLONNELLA

Più semplicemente nota con il nome di chiesa della Colonnella, la chiesa di Santa Maria Annunziata fu edificata nel 1510 dal Comune cittadino, il quale la volle affidare ai frati Girolimini. Il nome Colonnella deriva dall’ultimo cippo miliare della via Flaminia accanto al quale veniva venerata, entro una piccola edicola, una Madonna con Bambino del 1483, oggi nell’abside della chiesa. Nel 1506 l’effige fu resa miracolosa e si decise dunque di costruirvi accanto una luogo di culto. All’interno, la sobrietà dell’edificio venne arricchita con equilibrio rinascimentale dalle mirabili decorazioni in cotto del ravennate Bernardino Gueritti (1508-1511), forse architetto dell’intero complesso. Sono invece del veneziano Giovanni di Bernardino i portali in pietra d’Istria (1514). Degni di attenzione sono inoltre il Crocifisso ligneo del XVI secolo, la fonte battesimale in bronzo di Elio Morri (XX sec.) e, soprattutto, la bella Deposizione del 1616 di Palma il Giovane, il cui schizzo preparatorio viene oggi esposto al Louvre.

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