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Toscana - Chiese e luoghi di culto

CRESPINA LORENZANA (Pisa)  Chiese e luoghi di culto PARROCCHIA DI SAN MICHELE ARCANGELO

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CRESPINA LORENZANA (Pisa)

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PARROCCHIA DI SAN MICHELE ARCANGELO

SAN GIMIGNANO (Siena)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DELL’EX CONSERVATORIO DI SANTA CHIARA

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SAN GIMIGNANO (Siena)

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CHIESA DELL’EX CONSERVATORIO DI SANTA CHIARA

In questo luogo dal 1448 sorgeva lo spedale di Santa Croce, nel quale furono trasferite nel 1500 le monache di Santa Chiara. Al 1700 risale la trasformazione in conservatorio femminile; acquisito dal Comune, l'edificio è stato destinato in anni recenti a sede museale. È l'unico esempio d'interno neoclassico presente in città. Sulla volta decorata da stucchi si conservano alcuni dipinti realizzati nel 1800 dal pittore fiorentino Luigi Catani. Provengono da questo convento alcuni capolavori del Museo civico, come il Crocifisso di Coppo di Marcovaldo e la tavola raffigurante la Madonna col Bambino e santi di Memmo di Filippuccio.

MONTICIANO (Siena)  Chiese e luoghi di culto PARROCCHIA SAN MICHELE ARCANGELO

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MONTICIANO (Siena)

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PARROCCHIA SAN MICHELE ARCANGELO

La chiesa esisteva già nel 1317 ed era un giuspatronato laicale, come si evince dalla denuncia dello stato della medesima fatta dal suo rettore. Il centro abitato di Iesa, il cui toponimo è di origine etrusca, si divide in realtà tra varie frazioni, la maggiore delle quali è Lama: da qui, lungo la strada per Cerbaia e Palazzo, si trova la chiesa di San Michele. È una chiesa antica, ricordata nelle decime degli anni 1276-77 e 1302-3. Il suo aspetto moderno è dovuto a numerosi rifacimenti nel tempo; anche l'interno è moderno. Esternamente presenta una facciata con profilo a capanna intonacata, con portale rettangolare preceduto da una scalinata in pietra e sormontato da un occhio circolare. All'interno la chiesa ha un impianto ad aula unica e base rettangolare, con presbiterio rialzato da due gradini e segnato dalla presenza di un arcone a tutto sesto. Degno di attenzione è un leggio dello scultore svizzero Kurt Messler, residente a Iesa.

FIRENZE  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SAN GIUSEPPINO

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CHIESA DI SAN GIUSEPPINO

Questo piccolo edificio di culto si trova dove nel 1780 venne costruito l'obitorio vicino alla chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, detto la stanza di santa Caterina. Realizzata in pietraforte delle cave di Monteripaldi, fu sovvenzionata anche da re Vittorio Emanuele II tra il 1860 e il 1867, con la cerimonia di consacrazione avvenuta il 7 novembre 1870. Nel 1893 l'obitorio traslocò al Romito, in via del Mugnone, presso l'attuale chiesa del Sacro Cuore al Romito. Alla fine della prima guerra mondiale fu data in custodia alle Suore Irlandesi dell'Istituto di Santa Reparata, diventando molto frequentata dalla comunità anglofona fiorentina. Dal 1947 infine se ne occupano i Missionari Vincenziani, provenienti da San Jacopo oltr'Arno, che risiedono nell'edificio attiguo alla chiesa, acquistato dal Comune. Oggi la chiesa è sottoposta alla vicina chiesa di Nostra Signora del Sacro Cuore. La chiesa, in stile neogotico, presenta la facciata a capanna e l'interno a navata unica con transetti laterali. Sul portale centrale sono scolpiti i simboli dei quartieri cittadini che ogni anno si affrontano nel calcio in costume. La lunetta ha un bassorilievo della Pietà di Luigi Cartei (1859). Sull'altare è presente una statua dell'Immacolata Concezione di Emilio Santarelli, donata nel 1861, autore anche degli angeli ai lati (1873).

PISA  Chiese e luoghi di culto CHIESA DI SANTA MARTA

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CHIESA DI SANTA MARTA

Anticamente era detta chiesa di S. Viviana in Suarta dal nome del vecchio quartiere in cui sorgeva ed in ricordo dell’antica chiesa che era al tempo situata nell’odierna via Bibbiana. Nel 1334 la chiesa fu costruita su volontà del letterato domenicano Domenico Cavalca insieme all’annesso monastero delle suore domenicane che vi rimasero fino al 1789. La chiesa ha subito profondi cambiamenti a metà del secolo XVIII, soprattutto riguardo la forma e l’orientamento. L’interno, ad una sola navata e in stile barocco, è considerato uno dei più ricchi e piacevoli fra le chiese pisane. Sull’altare maggiore è posto un grande crocifisso dipinto, riconducibile alla Scuola Pisana del 1200.

PISA  Chiese e luoghi di culto CHIESA DEL SANTO SEPOLCRO

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CHIESA DEL SANTO SEPOLCRO

Fondata dagli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, era già esistente nel 1113; sul campanile una lapide dichiara "Deustesalvet" (Diotisalvi), architetto del Battistero, artefice dell’edificio. La struttura ottagonale era circondata, fino al XIX secolo, da un portico cinquecentesco; il tamburo centrale rialzato è coperto da una cuspide piramidale. I portali conservano decorazioni fitomorfe e teste leonine marmoree. L’arredo interno, ristrutturato nel 1720 in forme barocche, fu distrutto nel XIX secolo. Conserva il busto-reliquiario di Santa Ubaldesca (XV secolo) con la secchia che si ritiene appartenuta alla santa, e un dipinto quattrocentesco su tavola con la "Madonna col Bambino".

PISA  Chiese e luoghi di culto CONVENTO DI SAN TORPè

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CONVENTO DI SAN TORPè

La chiesa, edificata tra il 1254 e il 1278, quando vi era annesso un convento di frati. Di pertinenza degli Umiliati dalle origini fino al 1584, quando passò all'ordine di San Francesco da Paola, il convento fu soppresso nel1784. Riaperto, passò ai Vallombrosani (1784-1808), ai Certosini (1808-1816) e infine all'ordine dei Carmelitani Scalzi che ancora lo possiede. La struttura è a capanna e in facciata presenta un ampio timpano e un unico portale in pietra come la lunetta con raffigurazione contemporanea del santo eponimo. L’interno, ristrutturato anch'esso tra il XVI e il XVII secolo per volere dell'Arcivescovo Carlo Antonio Del Pozzo, presenta i caratteristici altari in pietra dell'architettura toscana riformata con dipinti coevi e conserva nel coro opere di Giovan Battista Vanni (Conversione di San Giovanni Gualberto), di Francesco Vanni (Madonna col Bambino e Santi Torpè e Anna) e di Giovan Stefano Maruscelli (Madonna col Bambino ed i santi Jacopo e Filippo). Il campanile è del 1821. Dal convento prende l'appellativo un ignoto pittore con formazione senese, attivo a Pisa agli inizi del Trecento, che proprio in questa chiesa ha lasciato la sua opera più nota, una Madonna col Bambino su tavola, oggi conservata al Museo di San Matteo. Da San Torpè proviene al Museo anche un'altra Madonna col Bambino, su tavola a fondo oro, di recente rinvenuta, del pisano Cecco di Pietro (fine del XIV secolo).

CASTELNUOVO DELL’ABATE (Siena)  Chiese e luoghi di culto PARROCCHIA SS. FILIPPO E GIACOMO

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CASTELNUOVO DELL’ABATE (Siena)

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PARROCCHIA SS. FILIPPO E GIACOMO

La pieve dei Santi Filippo e Giacomo è il principale luogo di culto di Castelnuovo dell'Abate, frazione di Montalcino. Aveva anticamente il titolo di San Giovanni, che mutò nell'attuale all'inizio del XV secolo. All'interno si trovano due affreschi di Ventura Salimbeni, uno sulla controfacciata raffigurante il Martirio di santa Caterina d'Alessandria, l'altro sulla lunetta del portale laterale, datato 1597, che raffigura il Beato Pietro Petroni. La chiesa è stata decorata nel 1938 in stile neogotico.

SINALUNGA (Siena)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DELLA COMPAGNIA DI SAN SALVATORE

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SINALUNGA (Siena)

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CHIESA DELLA COMPAGNIA DI SAN SALVATORE

La facciata ad intonaco evidenzia le ornamentazioni a mattoni, contraddistinte dai tre timpani triangolari sovrapposti, da cui si dipartono inferiormente due segmenti terminanti in volute. L'interno, ad aula unica, ha sulla parete di fondo un arco a tutto sesto sostenuto da due colonne con capitello ionico; il retrostante coro segue l'imposta dell'arco con una volta a botte. Fra i dipinti, l' Annunciazione di Santi di Tito (XVI secolo), la Resurrezione di scuola fiorentina del Seicento, la Madonna del Rosario e santi attribuita a Rutilio Manetti (XVII secolo), la Madonna addolorata e santi dell'ambito di Ventura Salimbeni (XVII secolo) e una bella copia della Madonna della scodella del Correggio, realizzata sul finire del '600.

PECCIOLI (Pisa)  Chiese e luoghi di culto PARROCCHIA SANTI BARTOLOMEO E GIUSTO

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PARROCCHIA SANTI BARTOLOMEO E GIUSTO

Il documento più antico che parla di Legoli è del 1135 e la Chiesa di SanGiusto e Bartolomeo è menzionata per la prima volta nel 1139, per la vendita di tutte le terre di Legoli da parte del Conte Pannocchieschi alla chiesa di Volterra. Il castello di Legoli controllato dai Pisani, investiti da Arrigo VI, si sottomise ai Fiorentini quando Pisa venne sottomessa alla signoria di Firenze. Oggi sono visibili i resti del Castello individuabili in alcune costruzioni e una casa torre. La chiesa dei Santi Giusto e Bartolomeo insieme al campanile fu ricostruita dopo i danni ingenti dell’ultima guerra e si trova in via del Castello. Un’altra Cappella, della Madonna delle Grazie (1800) è in via della Chiesa, cappella privata della famiglia Serragli.

INCISA IN VAL D’ARNO (Firenze)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DEI SANTI COSMA E DAMIANO AL VIVAIO

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INCISA IN VAL D’ARNO (Firenze)

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CHIESA DEI SANTI COSMA E DAMIANO AL VIVAIO

La Chiesa dei Santi Cosma e Damiano al Vivaio a Incisa in Val d'Arno sorge sul sito denominato il Vivaio (quasi certamente nella zona in antichità ci doveva essere un allevamento di pesci) dove fino al 1983 ci sono stati convento e una scuola dei Frati Minori Osservanti Francescani. In origine vi insisteva una chiesa dedicata alla Madonna e un monastero di suore che assisteva i viandanti e i pellegrini. La costruzione della chiesa iniziò nel 1516, quando i frati francescani chiesero il permesso di edificarla al papa Leone X, che, membro della famiglia de' Medici, ne dette facoltà, ma suggerendo di dedicarla a Cosimo de' Medici, intestandola ai Santi Cosma e Damiano. Nel corso della sua storia la chiesa ha vissuto varie vicissitudini. Nel 1810, in seguire alle soppressioni napoleoniche, i frati dovettero abbandonare il convento e la chiesa; dopo esserne ritornati poi in possesso, dovettero un'altra volta lasciare gli edifici nel 1867 con le soppressioni legiferate dal nuovo stato italiano. Rientrati nuovamente in possesso degli edifici i frati ci hanno vissuto ancora per un secolo, poi, essendo rimasti in pochissimi per mancanza di vocazioni, nel 1983 hanno definitivamente abbandonato il complesso del Vivaio. Passati di proprietà alla Diocesi di Fiesole attualmente nella chiesa e nel convento si trova una scuola di sacerdozio del Movimenti dei Focolarini, che ha la propria sede nella vicina Loppiano.

SANTA FIORA (Grosseto)  Chiese e luoghi di culto CHIESA DELLA MADONNA DELLE NEVI

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SANTA FIORA (Grosseto)

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CHIESA DELLA MADONNA DELLE NEVI

Incassata nel muro di cinta della Peschiera si trova la Chiesa della Madonna delle Nevi comunemente detta della Pescina (XVII secolo), edificata dagli Agostiniani in un luogo dove già esisteva un tabernacolo con l'immagine della Madonna. Nella facciata della chiesina è stata collocata la robbiana raffi gurante le sante Flora e Lucilla, una delle rare immagini dedicate alle due sante patrone rintracciabili sul territorio santafi orese. All'interno, recenti attività di restauro hanno riportato alla luce complessi cicli di affreschi sovrapposti, i principali dei quali, sono opera del pittore amiatino Francesco Nasini, databili 1640 c.a. Tra le figure recuperate si distinguono, sulla parete di destra, san Girolamo e san Rocco, nel presbiterio, ai fi anchi dell'altare, santa Monica e san Guglielmo, a destra, sant'Agostino sostenente la Chiesa e san Niccolò da Tolentino, a sinistra, sant'Antonio abate, san Bartolomeo, sant'Agata, sant'Apollonia nella parete sinistra. In fondo alla chiesa, sopra la porta, un affresco rappresenta il Paradiso, con la Madonna, Cristo, san Giovanni Battista, angeli e santi.

TERRICCIOLA (Pisa)  Chiese e luoghi di culto PARROCCHIA DI SAN DONATO

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TERRICCIOLA (Pisa)

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PARROCCHIA DI SAN DONATO

La chiesa di San Donato si trova a Terricciola.Sorge nella parte più alta del paese, preceduta da una doppia rampa e da una scalinata; la facciata si presenta con i rifacimenti ottocenteschi che modificarono l'aspetto medievale dell'edificio.L'interno, a croce latina, è diviso in tre navate da robusti pilastri e le superfici sono sottolineate da cornici e paraste in muratura, secondo il gusto neoclassico di metà Ottocento. In controfacciata, la settecentesca Madonna con Bambino e santi attribuita a Anton Domenico Bamberini. Particolare, per la ricchezza delle decorazioni, è la cappella del Santissimo Sacramento in cui è esposta la seicentesca Flagellazione di Cristo. Il fonte battesimale fu realizzato nel 1807. In sagrestia si conserva una Madonna con Bambino, su tavola, datata 1409. Sopra la porta dell'edificio canonicale è visibile l'urna cineraria rinvenuta nel 1752 durante i lavori per la costruzione della cantoria del SS. Rosario, oggi cappella del sacro cuore annessa alla Parrocchiale. L’urna, particolarmente pregevole per gli altorilievi della cassa che rappresentano il mito greco di Atteone sbranato dai cani, è perennemente visibile grazie l’arciprete Orazio Giovannelli che pochi giorni dopo la sua scoperta la volle murata.

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