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Emilia Romagna - Immobile storico

BOLOGNA  Immobile storico PALAZZO ZAMBECCARI - STUDIO NOTARILE

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BOLOGNA

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PALAZZO ZAMBECCARI - STUDIO NOTARILE

All'interno del prestigioso Palazzo Zambeccari a Bologna è situato uno dei più importanti studi notarili della città. Le sale riunioni e tutte le murature presentavano i classici problemi dovuti alla risalita quali scrostamenti dell'intonaco, presenza di sali, sfaldamento della pittura, muffa ecc... . A gennaio 2020 i tecnici che seguivano il risanamento del palazzo hanno consigliato l'installazione del sistema per il controllo dell'umidità di risalita capillare KontrolDRY. Il dispositivo è stato dimensionato per deumidificare lo studio notarile eliminando definitivamente il problema dell'umidità di risalita.

BOLOGNA  Immobile storico PALAZZO BONCOMPAGNI

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BOLOGNA

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PALAZZO BONCOMPAGNI

Il disegno del nucleo originario di Palazzo Boncompagni potrebbe essere opera dell’architetto senese Baldassarre Tommaso Peruzzi (1481-1536), ma il suo completamento ed ornamento, sia per l’interno che per l’esterno, vanno riferiti - secondo molti studiosi - a Jacopo Barozzi, detto il Vignola (1507-1573). Si comprende bene, vista l'età della struttura che nessun sistema sia stato implementato per evitare che l'umidità di risalita possa rendere i muri bagnati e compromettere l'edificio. Nel 2012 si è posto rimedio al problema dell'umidità di risalita (il piano terra del palazzo presentava scrostamento degli intonaci, rigonfiamenti, presenza di sali, muffe ecc... ) installando i dispositivi elettrofisici di SKM - Specialisti della deumidificazione che hanno risolto definitivamente il problema rendendo i muri asciutti e gli ambienti interni più sani.

LUGO (Ravenna)  Immobile storico PALAZZO EX MONTE DEI PEGNI

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LUGO (Ravenna)

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PALAZZO EX MONTE DEI PEGNI

In provincia di Ravenna, e precisamente nel comune di Lugo, all'interno del magnifico Palazzo del Monte di Pietà ha sede la Banca del Monte di Lugo. L'edificio, di grande pregio storico e artistico, soffriva di problemi di umidità da risalita capillare presentando muri scrostati, muffe, sali ecc.... ). Nel 2011 la Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo ha deciso di trovare un rimedio definitivo e non invasivo per risolvere definitivamente il problema installando 5 dispositivi di deumidificazione elettrofisica di SKM - Specialisti della deumidificazione. Il Palazzo, dopo il processo di deumidificazione, gode di muri asciutti e ambienti sani.

BOLOGNA  Immobile storico PALAZZO MAGNANI

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BOLOGNA

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PALAZZO MAGNANI

Palazzo Magnani si deve a Lorenzo Magnani che, demolite alcune case diede inizio ai lavori di ricostruzione (1577-1592). La decisione di costruire un nuovo imponente palazzo, che fosse espressione evidente e concreta del rango e della ricchezza dei Magnani, nasce dall’intento di celebrare e riaffermare la potenza della famiglia, conquistata partendo da umili origini. La realizzazione dell’edificio venne affidata a Domenico Tibaldi, che organizzò la planimetria con rigore geometrico intorno ad un cortile interno, misurandosi con la non facile conformazione del lotto su cui doveva sorgere il palazzo, e lo dotò di una facciata imponente, nonostante il limitato spazio a disposizione in affaccio sulla via. Il prospetto principale dell’edificio è caratterizzato dall’uso del bugnato manierista per le arcate del portico, al di sopra delle quali si innalza un ordine gigante di paraste, coronato da un cornicione fortemente aggettante, che accentua la monumentalità della facciata. L’ambizioso progetto celebrativo di Lorenzo Magnani, concepito unitariamente sotto l’aspetto architettonico, della decorazione e dell’arredo, ebbe il suo compimento ideale nel ciclo pittorico commissionato ai Carracci per il salone d’onore, che narra le storie della fondazione di Roma.

SASSUOLO (Modena)  Immobile storico VILLA GIACOBAZZI

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SASSUOLO (Modena)

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VILLA GIACOBAZZI

Le prime notizie riguardanti la Villa, ubicata a ridosso dell'abitato storico di Sassuolo, risalgono al XVII sec. L'edificio, allora denominato Casino da i Capuccini, era costituito da un corpo rettangolare di due piani su cui si eleva la tradizionale altana. Tra 1735 e 1759 la Villa, in origine semplice casa colonica, fu interessata da lavori di ampliamento e abbellimento che la portarono a forme simili alle attuali e che interessarono due nuove laterali, il collegamento dell'altana con la facciata, i timpani sulle facciate est e ovest e le cornici in arenaria alle finestre. Si definì anche l'accesso dalla parte del Borgo con un elegante portale a timpano ricurvo, corrispondente al ponte d'accesso sul canale di Modena (il canale fu poi tombato, mentre il portale esiste ancora e si affaccia oggi su piazzale Porrino). Dal 1786 si realizzò un nuovo accesso, sul lato opposto rispetto a quello su via Montanara. Nel 1909 si realizzò la scala, di gusto libery, sistemata sulla facciata est. Sul lato opposto, nel '39, s'inserì un'appendice rettangolare vetrata in cemento armato, poggiante su colonne. La contessa Rosanna ottenne nel 1956 la notifica del bene Villa Giacobazzi con annesso parco salvandola dalla selvaggia espansione dell'abitato. Negli anni '70 il Comune di Sassuolo ottenne in concessione 17.000 mq. del parco, che furono destinati a verde pubblico. Nel 1991 la Villa e il Parco furono acquisiti dal Comune.

SAN GIOVANNI IN PERSICETO (Bologna)  Immobile storico COMPLESSO CONVENTUALE DI SAN FRANCESCO

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SAN GIOVANNI IN PERSICETO (Bologna)

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COMPLESSO CONVENTUALE DI SAN FRANCESCO

Imponente edificio di mattoni con portico e, all'interno, colonne con capitelli, angeli, una cupola, lapidi e tracce di un altare. Il primo documento di una chiesa e convento di frati francescani è del 1234 dove è scritto che certa Samaritina di Matteo Rodolfi lasciò alla Chiesa dei Frati Minori di San Giovanni in Persiceto 20 soldi bolognesi. Le fosse scavate intorno al Castello nel 1306, furono allargate, nel 1318, in modo da racchiudere anche la Chiesa. Nel 1489 la Madonna della Cappella Maggiore miracolò la figlia malata di Margherita degli Onesti; per rispetto furono messi sull'immagine un velo e un panno bianco. Durante la Messa il velo si alzò più volte da solo e molti malati guarirono miracolosamente. Nel 1687 fu costruito il portico che univa la Chiesa a Via Borletto; il percorso coperto portava un maggior numero di fedeli. Nel 1742 la vecchia chiesa fu demolita e costruita la attuale; bella e spaziosa con i suoi sette altari. Nel 1867 il Convento, definitivamente chiuso, divenne proprietà del Comune. La sacrestia diventò palestra, la Chiesa caserma e poi sede dei pompieri, il Convento scuola elementare e poi scuola media (fino al 1988). Nel 1995 durante i lavori di ristrutturazione nel vecchio refettorio fu scoperto un affresco dedicato all'Ultima Cena, attribuito ad un frate nel Cinquecento. Oggi garage per auto della Polizia, chiostro ed ex convento ospitano classi di scuola primaria.

RIMINI  Immobile storico CAPPELLA PALAZZO GUIDI - PETRANGOLINI

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RIMINI

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CAPPELLA PALAZZO GUIDI - PETRANGOLINI

Antica dimora riminese dei conti Petrangolini, il Palazzo Guidi-Petrangolini venne distrutto a causa dei bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale. La famiglia Guidi ricostruì il palazzo, cambiandone il nome da Petrangolini a Guidi. Nella coorte interna di Palazzo Guidi è possibile oggi ammirare i reperti dell’antico palazzo Petrangolini: la cappella privata, progettata dal conte Petrangolini che si occupò dei suoi affreschi ed edificata tra il 1926 ed il 1927, ed il pozzo. All’epoca ogni palazzo nobile prevedeva normalmente una chiesa al proprio interno. Per realizzare la chiesa interna al palazzo Guidi ex Petrangolini vennero impiegate persone dalle svariate qualifiche professionali. I Petrangolini avevano diverse proprietà ed erano generosi e disponibili ad aiutare coloro che si trovavano in difficoltà. Nel periodo storico dei conti Petrangolini le ville riminesi fungevano da seconde case nobiliari e Rimini era frequentata dall’alta borghesia.

RAVENNA  Immobile storico MANICA LUNGA - BIBLIOTECA CLASSENSE

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RAVENNA

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MANICA LUNGA - BIBLIOTECA CLASSENSE

L'edificazione dell'Abbazia camaldolese, sede della Biblioteca Classense, ha inizio nel 1512. Per tre secoli l'Abbazia è stata oggetto di continui ampliamenti, divenendo nel corso dei secoli uno dei più grandi e maestosi monumenti dell'Ordine Camaldolese. Al pianterreno la Manica Lunga, anticamente adibita a cantine e stalle e che ora accoglie le sale espositive realizzate nel 1983 da Marco Dezzi Bardeschi; il chiostro grande, edificato tra il 1611 e il 1620 su progetto di Giulio Morelli, con l'elegante cisterna disegnata nei primi del '700 da Domenico Barbiani (1714-1777).

RIMINI  Immobile storico MUSEO DELLA CITTà DI RIMINI

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RIMINI

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MUSEO DELLA CITTà DI RIMINI

L’edificio che oggi ospita il Museo, attiguo alla chiesa costruita dai Gesuiti tra il 1719 e il 1740 in onore di San Francesco Saverio, è sorto tra il 1746 e il 1755 su progetto dell’architetto Alfonso Torregiani (1682-1764) come “Collegio” dei Gesuiti. La forma planimetrica del complesso segue uno schema costruttivo tipico dell’architettura gesuitica: un corpo a forma di U addossato al fianco della chiesa, con un corridoio che gira sui tre lati interni, permettendo l’accesso a tutti i vani. Nel 1773, con la soppressione dei Gesuiti, il “Collegio” passò al Seminario vescovile che nel 1796 lo vendette ai Domenicani: anche questo Ordine venne revocato pochi mesi dopo. Dal 1797 al 1977 fu utilizzato come Ospedale, prima militare e poi civile, subendo molte trasformazioni funzionali. I bombardamenti dell’ultima guerra hanno gravemente danneggiato l’intera struttura. Il restauro, condotto dall'architetto Pier Luigi Foschi, ha riproposto la suggestione degli antichi spazi, oggi adibiti a sale espositive del Museo della Città.

FERRARA  Immobile storico PALAZZO BEVILACQUA - COSTABILI

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PALAZZO BEVILACQUA - COSTABILI

Monumento storico della città di Ferrara, situato in via Voltapaletto. Venne costruito nel 1430 dalla famiglia Bevilacqua-Aldobrandini, trasferita da Verona nel comune emiliano dopo le nozze fra Cristin Francesco Bevilacqua e Lucia Ariosti. Nel 1602 il Cardindale Bonifacio Bevilacqua battezzò l’edificio come Palazzo Bevilacqua e fece modificare la facciata che fu attribuita all’architetto Giovan Battista Aleotti. Il portone da cui si accede agli interni presenta un balcone con mensole, nelle quali si possono ammirare le sculture della Concordia e la Verità. Nei primi anni del XVIII secolo Ercole Bevilacqua, nominato da poco Giudice dei Savi, fece costruire un enorme scalinata e modificò il cortile interno. Nel 1830 Palazzo Bevilacqua fu acquistato da Giovan Battista Costabili Containi, un marchese di Ferrara, che fece alcune modifiche ai soffitti e collocò all’interno del palazzo una prestigiosa collezione di codici antichi, dipinti e libri. Negli anni successivi alla morte del marchese, venne tutto ereditato dai figli i quali, in situazione di crisi, vendettero tutto per pagare alcuni debiti. Intorno agli anni Venti, il Palazzo fu acquistato dal conte di Ferrara Francesco Mazza, che fece diventare quel palazzo prima un convitto femminile, poi una clinica per malati mentali, ancora un supermercato, un cinema, residenza e ufficio, fino al 2006, quando fu inaugurato come sede della Facoltà di Economia dell'Università di Ferrara.

CORREGGIO (Reggio nell'Emilia)  Immobile storico LA ROCCHETTA

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CORREGGIO (Reggio nell'Emilia)

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LA ROCCHETTA

L'attuale configurazione della Rocchetta risale al 1887, quando la realizzazione della linea ferroviaria e della Stazione portò alla demolizione di buona parte dell'edificio originario (voluto, nel 1372, da Guido VII da Correggio). Inizialmente sede della Caserma dei Reali Carabinieri; successivamente carcere mandamentale, con alloggiamento della guardia carceraria e custode; funzione svolta fino ai primi del Novecento. Con l'evento Giubilare è stato possibile il recupero e consolidamento antisismico dell'edificio, particolarmente significativo per la memoria storica correggese. La realizzazione di un Ostello rappresenta una destinazione conforme alle esigenze contemporanee, rispettosa della distribuzione architettonica-tipologica dell'edificio e non dissimile dagli usi di ricettività assolti durante i secoli. Dispone di venticinque posti letto, con stanze da tre e quattro posti, uno stanzone da otto posti e una stanza-famiglia, con annessi servizi. Al piano terra sono stati ricavati reception e infermeria con annessi servizi, al piano ammezzato bagni collettivi e docce, al primo piano gli alloggi con bagno privato. L’interrato, con volte a botte, lasciati con murature a vista, ospita il Circolo Arci La Galera. L'ingresso all'Ostello avviene attraverso l'originario portale della facciata ottocentesca. I prospetti laterali con muri a vista, ripuliti e restaurati, evidenziano le murature medievali da quelle di fine ottocento.

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